SCELTA PER LA SUA BELLEZZA

Aperto da thatwas, 10 Giugno 2011, 15:36:28

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thatwas

Propongo nuovamente un confronto storico [old], visto col 'mio'senno del poi. Certamente qualcosa di cui discutere e su cui riflettere e confrontarsi, visto poi il successivo ribaltamento dei fronti.
Emiliano


Citroen Cx 2000 e Audi 100 GLS





Corre l'anno ... 1976
La cosiddetta quota duemila rappresenta da fine anni sessanta la cilindrata europea intermedia ottimale di riferimento per automobili sicure, confortevoli e con un equilibrato rapporto prestazioni/consumi. (E' ciò oggi ancora vero ?).
Un numero magico, indubbiamente, una spinta all'insù che raggiunge finalmente una cilindrata degna di rispetto – all'avanguardia  anche perché psicologicamente porta direttamente all'anno 2000, sempre più vicino ed emblematico di spaziali ed esaltanti traguardi (?). Nel 1976 la Citroen ha già una lunga esperienza moderna in questa cilindrata, mentre l'Audi del dopoguerra è entrata nella classe solo con la prima Audi 100 partendo dal 1968. Tuttavia questa nuova versione dimostra che il gap è stato brillantemente superato (proprio qui cominciamo a vedere quelle qualità tecniche che si confronteranno da quel momento in poi, ahimè, con la 'stanchezza' Citroen; e il gap anni dopo comincerà secondo molti a crescere inversamente: basti pensare che già nell'anno ora considerato il modello base Audi 100 L eroga 85 cv con 1600 di cilindrata, mentre la LS 2000 ne eroga quanti la CX 2400, con consumo notevolmente inferiore).
Ma a livello stilistico la CX fa sensazione mentre la nuova Audi 100, pur apprezzata per la moderna ed elegante pulizia formale, non brilla certo per originalità. Comunque, come già era avvenuto per la versione del 1968, l'ispirazione teutonica Mercedes (era in effetti frutto anche del lavoro dei designer di questa casa) è declinata in modo personale ed il risultato è gradevole ed equilibrato. Ciò detto, la classe inferiore di prezzo rispetto alla casa della stella e la novità ed avanguardia del modello la mettono in direttissima concorrenza con la Citroen CX. In passato in Italia l'Audi 100 precedente (probabilmente per la relativa novità del marchio, da noi apparso solo nel 1965) non aveva conosciuto il meritato successo europeo e le sue vendite erano state irrisorie comparate a quelle delle ID-DS. Anche questo nuovo modello si dimostrerà negli anni qui assai meno apprezzato della CX, e nonostante l'uscita della terza 'favolosa' Audi 100 nel 1982  che incrementerà di parecchio le vendite, la CX continuerà comunque ad essergli preferita !. Il richiamo di entrambi i modelli è indubbiamente notevole perché i prezzi sono grandemente inferiori agli analoghi modelli Bmw-Volvo-Mercedes e tuttavia ci si assicura la modernità di una classe 2000 all'avanguardia e non certo di ripiego quale potrebbe essere quella di una marca qualsiasi. Infatti sia Citroen che Audi si erano efficacemente cimentati con quel tipo di cilindrata (ovvia dei due l'indiscussa supremazia Citroen nel campo, però ricordo ancora in proposito il successo europeo e la modernità della prima Audi 100) ed inoltre apparivano marche dinamiche e al passo coi tempi. Per Citroen questo segnale era dato soprattutto dalla CX: la GS cominciava ad abbisognare di un rinfresco, la Dyane nonostante il successo non era più una novità, la rilanciata 2CV si posizionava all'opposto in una nicchia di indiscusso apprezzamento proprio per l'old style, la LN in realizzazione non brillava particolarmente e l' Ami 8, nonostante l'originalità e praticità dell'apprezzata Break, conservava un'irrimediabile immagine datata. Audi poteva vantare successi recentissimi ed evolutissimi del gruppo (le VW Polo, Golf, Scirocco e Passat), una media europea apprezzata e riuscita come l'Audi 80 seconda serie - fresca fresca di un efficace maquillage, e l'Audi 50 - inequivocabile trait d'union visibile dell'ormai inscindibile colosso in formazione VW-Audi. Contemporaneamente un riuscito marketing e la dinamica Autogerma enfatizzavano con nuovi e suadenti messaggi le qualità delle auto: il modello ammiraglio è proprio lei, la nuova Audi 100.

In proposito riporto alcuni dati dai listini di novembre 1976, in ordine crescente di prezzo:
Audi 100 L 1600 lire 5.870.000
Citroen CX 2000 Confort lire 5.918.000
Audi 100 LS 2000 lire 6.047.000
Volvo 244 L 2000 lire 6.997.000
Bmw 520 lire 7.375.000
Mercedes 200 lire 8.585.000
Volvo 244 GL 2000 lire 9.175.000

In sintesi quindi si rivolgono all'utenza e si mettono in concorrenza due modelli nuovi, in classe duemila di tipo 'accessibile' ma auto comunque esclusive, ognuna a suo modo ,  dalle caratteristiche certamente diverse e complementari. Traggo il confronto dai fascicoli di Quattroruote dell'epoca. Come evidenzio riguardo le dotazioni, diverse voci sono semplicemente determinate dalla disparità di versione.



In conclusione se le qualità tecniche della 100 si fanno sentire, anche con un maggior consumo !, dall'altra parte le sospensioni idropneumatiche danno alla tenuta di strada ancora un valore aggiunto e lo stile per modernità ed esclusiva eleganza rende la CX irraggiungibile.
Essa in Italia ha avuto un successo incomparabile a quello della rivale: penso che sia stata la magnificenza estetica – unita all'innesto esemplare sulla solida e ventennale esperienza DS - ad attrarre la clientela italiana verso di se, al punto da rendere credibile e affidabile anche una veste prestigiosa della vettura – perché la sua originalità lo permetteva, visivamente era impossibile metterla in competizione con una Mercedes. E' evidente che su questi due fattori Audi non ha potuto contare. Come accennavo, i successivi continui miglioramenti anche estetici della 100 non le hanno mai permesso una giusta affermazione sul nostro mercato – il pregiudizio di 'accontentarsi di una Mercedes dei poveri' l'ha abbandonata solo a partire dagli anni novanta quando anche il prezzo ha cominciato ad avvicinarsi sempre più alla stella a tre punte. Per assurdo, questo ha incrementato le vendite, e si è visto definitivamente che in questa classe appaga assai più la pura immagine prestigiosa che una più onesta alternativa qualitativa: la grande idea innovativa dell'Audi, che per 25 anni  aveva offerto la sua 100 dalle notevoli qualità ad un prezzo contenuto si è paradossalmente rivelata un handicap a causa di un ben diverso genere di 'miseria' umana (il bisogno di autoaffermazione).

Tutto ciò in fondo è confermato anche dalla triste vicenda della valida XM, fuori dalla cerchia delle marche elitarie e rispetto alla CX troppo lontana dalle sue radici e in quegli anni improponibile come originalità. 


MarioCX


krobert



Mario, so bene che sto andando OT ma vedendo il tuo avatar mi sono accorto che dovrebbe essere aggiornato -  oggi è così:




scusate l'intrusione e .... bye bye! [:wave]




Bernardo

#3
La CX non la "vedeva" neanche l'Audì 100 sua coeva...  [CIT] :) la francese era molto meglio quasi in tutto!

Invece, a proposito del "successivo ribaltamento dei fronti", l'ascesa Audì secondo me è iniziata con le 80 e 100 di fine anni '80 (1986 la 80, 1989 la 100), che oltre a un nuovo riferimento per qualità, sono state innovative anche a livello aerodinamico e stilistico... si sono affermate negli anni in cui CX era a fine carriera (e anche R25 e P.505). Non voglio dire che il loro successo sia dovuto solo a questo, perché obbiettivamente bisogna riconoscere che le "nuove" 80 e 100 erano bei prodotti di qualità. Hanno rappresentato anche un bel trampolino di lancio per le successive A4-A6...




velvet

Bernardo, l'audi 100 rivoluzionaria fu la C3 o TYP44 del 1982, ben prima dell'uscita sul mercato di CX2.




Questa Audi 100 tra l'altro è fortemente ispirata alla Ro80, dalla quale riprende in toto il padiglione, la linea di cintura bassa e parte del muso.






MarioCX

Citazione di: krobert il 10 Giugno 2011, 17:54:55


Mario, so bene che sto andando OT ma vedendo il tuo avatar mi sono accorto che dovrebbe essere aggiornato -  oggi è così:




scusate l'intrusione e .... bye bye! [:wave]




Putroppo.
Ma io preferisco ricordarmeli tutti e 4 fino al 1980.
"E bello venire vecchi, ma è brutto esserlo" diceva mio nonno.
Ciao ciao.


serpiko

Concordo con Velvet.
La rivoluzione fu proprio lì: ho ancora negli occhi la 80 del papà di un mio amico e condomino, comprata nuova proprio a inizio eighties e appartenente alla serie qui sotto.



Grandiosa anche l'interpretazione della gamma Audi di quel periodo, con l'unica eccezione dell'Audi 90 che, pur piacendomi, mi sembrava una forzatura di segmento: tra la 100 e la 80 forse un punto di mezzo non serviva, e finiva anzi per sembrare un "voglio ma non posso" della 100 stessa.
Lo so, sono inguaribilmente attratto dalla linea classica della berlina anni '80, perfettamente incarnata dalle Lancia di quel periodo. 3 volumi netti, ben tagliati, non confondibili e squadrati. Quest'Audi fu una vera berlina di carattere, molto bella, anche se per l'epoca secondo me non paragonabile a ciò che la Thema seppe essere solo qualche anno dopo.

Solo 4/5 anni dopo l'estetica virava così forte verso l'edge style che tutti questi spigoli finirono per apparire inevitabilmente sorpassati, tranne proprio sulla CX dove il restyling operò il trionfo. Ed ecco che le linee di Bernardo, ancora oggi secondo me attuali, fecero il resto. Bellissima, se mi consentite, l'interpretazione della 80 coupè: raramente ho visto una vettura spiccare così tanto tra le vetture coeve, distinguersi per linea in maniera così forte a singolo colpo d'occhio.
Poi il declino di questi anni bui dove il prodotto sarà pur di qualità ma viene fatto per soddisfare il gradimento di una clientela che, per fascia e temperamento, non incontra le mie simpatie. Ed ecco che il prodotto finisce molto lontano dal mio gusto.

velvet

Mmmm, non sono molto d'accordo: l'80 risentiva ancora delle vecchie linee anni '70 molto squadrate. La 90 altro non era che un' 80 con fascioni e gruppi ottici diversi, specie al posteriore.

100 e 200 invece erano di rottura rispetto alle vecchie linee Audi e come ho già detto risentivano fortemente dell'esprimento estetico di Ro80 che a 10 anni dalla sua presentazione risultava ancora per certi versi rivoluzionaria.

nightluca

Anni 80 ricordo un vicino di casa che la Domenica e solo la Domenica tirava fuori una 80 gls come quella della foto.

La sua però era un verde pisello metalizzato, dato che bazzicavo già con i motori e motorini un giorno mi portò a fare un giro....mamma che bel motorino e terza a 140 .....bel ricordo :D :D :D

CX 25 GTI TURBO 1985
CX 2000 SUPER 1976

velvet

Mio nonno l'aveva identica, di un'incredibile (per oggi) arancione metallizzato.
Però era un chiodo dal punto di vista delle prestazioni. La sostituì poi con una Jetta 1300, ancora più inchiodata.

serpiko

Fa ridere come a distanza di anni ci si accorga di particolari che non avevi mai notato quando l'oggetto dell'analisi era quotidianamente sotto gli occhi...
Quella coda non vi pare un po' presa a prestito dalla Volvo 240?

E solo ora, pazzesco, prendo atto di come fosse un restyling del modello precedente... Con gli angoli concavi invece che convessi!

serpiko

Cmq questa era proprio un bel vedere!  [musikb]


velvet

#12
Citazione di: serpiko il 13 Giugno 2011, 12:50:12

Quella coda non vi pare un po' presa a prestito dalla Volvo 240?


Non direi.

La coda delle 3 volumi classiche nei primissimi anni '80 era molto simile per diverse automobili spoiler più, spoiler meno:















nightluca

Mmmmmm!!!!!!!!! cosa vedono i miei occhi [wowlove] [wowlove] ho un debole per i lucertoloni :D
CX 25 GTI TURBO 1985
CX 2000 SUPER 1976

thatwas

Ecco state proprio snocciolando una questione che secondo me è la chiave di tutto il passaggio dal vecchio al nuovo : Audi 100 seconda serie (1976) = linee molto tese e spigoli decisi, paraurti ancora separati --- Audi 100 terza serie (1982) = l'impostazione stilistica generale è ancora tesa e spigolosa MA gli spigoli si arrotondano, scompaiono le grondaie del tetto, il paraurti è del tutto integrato però ancora sporgente. E' un magnifico raffinamento (che per me rappresenta il coronamento decisivo, ed anche la fine ultima, dello stile a me gradito). Il vero passaggio al nuovo (ciò che continua ad esserci in qualche modo ancora oggi) è l'Audi 80 terza serie (1986) = è qui infatti che la linea si arrotonda non solo sugli spigoli ma anche sulle parti un tempo diritte (guardate la curvatura del baule confrontata con la 100 del 1982) secondo una tendenza generale che prelude alla forma 'ovoidale' di oggi. (Sarò matto ma queste non mi sembrano più nemmeno automobili, rigonfie come sono non solo di forma e presunzione ma anche di inutili orpelli tecnologici).
Continuo ad essere convinto che questa Audi 80 rappresenti la mamma di tutte, dico tutte, le macchine di oggi: guardate le sue graduali trasformazioni : il paraurti è già, non solo integrato, ma già molto a filo carrozzeria, basta un niente a farlo proseguire sulla carrozzeria con stessa tinta e stesso tutto come oggi accade, ed è ciò che pian piano accade con i successivi restyling di quella versione, fino alle versioni successive ed all'odierna A4 (si chiama così giusto?). Inizialmente il nero del paraurti, la calandra staccata del cofano pure nera e le frecce arancioni richiamavano il passato ma tutta la forma di oggi era già lì. Notate: il decollo decisivo dell'Audi e il suo vantaggio competitivo sulle altre marche in fondo sono cominciati davvero con questa Audi 80.

A questo punto non posso esimermi di fare un confronto con la CX 'Suprème' (ma perché tra i tanti nomi non c'e' n'e' stata una con questo ?) . Notate come essa si staglia decisamente dalle altre anticipando abbondantemente la linea curva dei volumi, mentre tuttavia permangono le grondaline e i paraurti metallici (il contrario esatto che sull'Audi 100 del 1982). Nel restyling i paraurti sono integrati ma decisamente staccati: eliminate grondaline e aggiungete paraurti a filo carrozzeria ed avrete un'auto odierna. Però con un particolare ed inimitabile frontale tagliente che è l'antitesi del modello ovoidale e una coda tronca da vera auto sportiva, mentre incarna perfettamente la motricità aggressiva che è il vero spirito dell'automobile. Aggiungete che lo sguardo della CX riesce ciò nonostante ad essere anche sorridente: NON C'E' MAI STATA NE' MAI POTRA' ESSERCI AUTO PIU' BELLA. Lei così diversa da tutte eppure riuscito mix delle caratteristiche migliori e più confacenti allo spirito di una vera automobile.

E' appena il caso di notare – concedetemelo - come la modernità eterna sia inapplicabile alla DS: osservate quanto sembrerebbe, contrariamente alla CX, ridicola con paraurti plastici integrati, ammesso di riuscire a metterglieli: ciò in quanto la sua bella forma aerodinamica è ottenuta in fondo plasmando opportunamente tornite forme anni cinquanta in cui ancora è troppo evidente la separazione antiquata tra i vari elementi con il padiglione turrito in evitabile ed insanabile contrasto.

Poi esco per strada e trovo la nuova DS : un gonfio stampo ovoidale di vaga forma automobilistica in cui spicca solo una bocca spropositata che mi ricorda la balena di Pinocchio. Ne vanno tutti pazzi, eppure per me l'opposto ideale in merito rimane la sottile calandra della CX.
Esaurita la fantasia, gli stilisti odierni si sono ingegnati a fare delle discrete prese d'aria sotto la calandra delle invadenti bocche gigantesche e per me un po' ridicole.

Has the world changed oh have I changed ?

Emiliano


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