Riflessione semiseria e semiprovocatoria

Aperto da serpiko, 17 Agosto 2007, 12:44:47

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serpiko

A reti unificate.
Complice l'insolita quantità di tempo libero disponibile, in questi giorni ho sfogliato molto volentieri le pagine dei calendari commemorativi che il Riasc ha reso disponibili a tutti. Splendide immagini, davvero magnifiche: mi sono accorto che in esse non è soltanto il veicolo presentato ad essere il protagonista ma assieme ad esso compare in primo piano un'epoca, uno stile, un modo di essere di cui il veicolo diventa inconsapevolmente bandiera.
Vera protagonista dell'immagine è tutta una società, quella francese del tempo, di cui l'automobile ritratta è frutto e contemporaneamente ambasciatrice.

Ma guardatela, la Francia sullo sfondo delle foto. E' irresistibile. Vien voglia di viverci, di esserne parte. Vien voglia di sperimentarla. E per quanto le immagini siano state curate ad hoc per procurare questa sensazione, ogni singola visita transalpina mi mette nelle condizioni di affermare che la realtà non era (e tuttora non è) così distante da quella rappresentata nelle fotografie in questione.

Poi guardo chi mi sta attorno in questa che non è solo una passione ma un'arte di vivere, come recita un motto mai così saggio e indicato. Tutta gente particolare, con le storie più svariate e i destini tra i più diversi possibile ma legata da due fattori: l'amore per i veicoli di una certa marca e la ricerca continua, la recèrche per dirla alla Proust, di una condizione ideale, una condizione emotiva che viene trovata all'interno di un veicolo così differente dall'identità nostra nazionale, eppure così vicino al nostro modo di essere. Perchè avvertiamo tanto fascino in semplici oggetti fino al feticistico limite della considerazione "familiare" che sappiamo dare ad essi? E soprattutto, perchè non ci capita con altri oggetti di pari caratteristiche innovative e lineari?
Da cui la mia riflessione semiseria: questa nostra passione è davvero legata esclusivamente ai veicoli che amiamo? O è forse una delle forme più probabili di una ricerca che va oltre olio verde e doppio scevrone, una ricerca di una società perfetta, di un'atmosfera particolare che vediamo trasparire da queste lamiere (e non solo da esse), che ci seduce e ci si presenta come situazione ideale?

Io una risposta me la sono data, per quanto generalizzante e non univoca. Attendo i vostri commenti per poterla verificare.

[:hello]

robyazz

#1
Beh,come in tutti i campi è impossibile generalizzare, dunque non tutti i citroenisti avranno obbligatoriamente determinate caratteristiche e si potranno trovare anche "colleghi di pasione" chevronica che consideriamo delle benemerite teste di minchia.
Diciamo però che in linea di massima non mi era capitato in nessun altro gruppo di persone unite da un comune intento,di trovare tante affinità che andavano oltre il primario oggetto di condivisione.

Volendo schematizzare un pò,ecco alcun tratti salienti del citroenista-tipo col quale amo condividere questa avventura:

- buonissima cultura generale
- età fra i 25 e i 50 anni
- condizioni economiche nella norma
- tendenza ad un sano anticonformismo
- sensibilità d'animo largamente oltre il livello medio
- attrazione verso le opere geniali
- ottimo livello di educazione/civilità
- generosità e disponibilità
- scarsa considerazione del rampantismo sociale
- apprezzamento della natura nelle sue forme più introspettive
- e ovviamente,follia citroenista ai più elevati standard !

Essendo meno schematico e rispondendo più precisamente alle domande finali della Serpe,per me le Citroen hanno sempre rappresentato un mondo di magia,morbido e tranquillo,avvolgente e rilassante,privo di aggressività,fantasioso e giocoso,spiritoso ma elegante,classico eppure innovativo,delle bonarie astruse astronavi, sempre pronte a trasportarmi con i loro buffi comandi in questa inimitabile e, alla fine, indescrivibile dimensione "altra" che,ne sono certo,nessun altro "oggetto" è nemmeno lontanamente in grado di evocare.

BLOCCO EURO 0, IMBROGLIO VERO

Citroen C5 Break 2.0 i 16V Exclusive Automatic GPL 2006 / D Super5 GPL 1974 / Jaguar S-Type 3.0 V6 2000

panzerfaust

quote:
Originally posted by robyazz

- tendenza ad un sano anticonformismo



Io questa la metterei per prima... [A;)]

E aggiungerei:
- Ama i viaggi tranquilli e non la velocità pura.

Guardate la differenza tra le nostre vetture e le altre... chi ama sgommare e accellerare in modo bruciante si piglia un'Alfetta GTV, non una DS/CX/2CV.
E aggiungo che tra citroenisti non ho mai sentito discorsi tipo "ho cambiato l'albero a camme, adesso ho 5Cv in più", mentre gli appassionati di altri marchi li fanno eccome!
(Nulla di male ovviamente)

MarioCX

quote:
Originally posted by robyazz


- apprezzamento della natura nelle sue forme più introspettive



Stai parlando della Grande Effe vero?


quattrokki

Quesito interessante.

Per rispondere ho fatto mente locale, per ricordare se vi fosse stato un momento esatto del quale potessi dire "ecco, è questo"; nulla si deve a tradizione di famiglia - non bastano la Dyane di uno zio e la Visa della mamma a dire "tradizione". E' una cosa che c'é sempre stata. Come l'attrazione per i gatti (che, IMHO, sono i citroenisti tra tutti gli animali, e viceversa). A 4 anni piangevo perché il nonno comprasse la Visa e non l'Allegro; mi esercitavo a scrivere ricopiando il listino dell'usato di 4R, dove ancora compariva la DS; disegnavo cloni diessistici, e così via.

Nessun evento scatenante, nessun colpo di fulmine.

Su due piedi, credo semplicemente che la Citroen consenta, in maniera più evidente di tante altre case, di rendere evidente la traduzione automobilistica della propria weltanschauung (sostanzialmente, la visione del mondo). E le persone con una determinata visione sono spontaneamente portati a prediligerle.

Ovviamente non è un'esclusiva: con caratteri differenti, penso che il meccanismo sia analogo alle Lancia e ai lancisti di un tempo, o alle Saab o alle Subaru che furono.

Ecco, quando sento dire o scrivere, anche su queste pagine, che la Citroen è morta, ognuno stilando calendari propri: 1975, 1990, 2007...non sono mai del tutto d'accordo (forse quando toccherò il C-Crosser cambierò idea, però[xx(]).

Quello che va scomparendo, oggi, dalle strade e dalle concessionarie e dalle officine - il che, magari, ci fa sentire un pò più soli - è forse piuttosto il citroenista descritto come nei post precedenti: un soggetto dotato, se non di una sua esatta fisiognomica, quanto meno di una scala di priorità ben chiara e distinta dalla pletora delle altre.

Un modo di pensare il rapporto con l'auto (con la vita?) che a mio avviso si è conservato fino ai modelli più banali degli anni '90, fino a quando non si è deciso di inseguire i tedeschi sul loro territorio, con linee a carrarmato e modelli-clone.

Banalizzo e personalizzo - coi rischi del caso: incrociare nel traffico una ZX/Xsara mi tranquillizza, in un certo senso, rispetto alla condotta del loro guidatore - cosa che non si potrei dire incontrando un golfista; C4 o VW, sono comunque sulla difensiva.

Sì, è qualcosa che va oltre la generica simpatia per una Casa o l'esplicitazione dell'appartenenza ad una casta: è un determinato sentire, fatto auto.

Magari, mi piace immaginare, lo stesso sentire di André[:cucu].
"Se perde olio, vuol dire che funziona"

cx2cv

Citazione di: MarioCX il 19 Agosto 2007, 21:58:13
<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote">Originally posted by robyazz


- apprezzamento della natura nelle sue forme più introspettive
<hr height="1" noshade id="quote"></blockquote id="quote"></font id="quote">

Stai parlando della Grande Effe vero?




miiitiiico!!!!

CitroMarco

Citazione di: robyazz il 18 Agosto 2007, 12:39:30

- età fra i 25 e i 50 anni


Vuol dire Roby che fra pochi anni non mi rivolgerai più la parola?  [A:(]

MarioCX

Citazione di: MarcAdminDS il 20 Febbraio 2011, 09:18:50
Citazione di: robyazz il 18 Agosto 2007, 12:39:30

- età fra i 25 e i 50 anni


Vuol dire Roby che fra pochi anni non mi rivolgerai più la parola?  [A:(]

Oh beh...io non ti rivolgo più la parola già da mo'.
Uah! uah! uah!
(Scherzo naturalmente)

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