Bongo bongo bongo...

Aperto da quattrokki, 20 Luglio 2007, 02:49:45

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quattrokki

...stare bene solo al Citrocongo. Memorie di un'andata e ritorno.

In questo frattempo, oltre a poca roba di trascurabile importanza, si segnalano un paio di eventi che spero apprezzerete - e che piazzo qui nel forum di competenza del modello.

Uno è il rendez-vous con altri svitati duecavallisti terroni, relegati dalla sorte ai confini dell'Impero, per i quali partecipare ad un raduno a velocità Lumaca implica di norma la calendarizzazione di traferte di una certa importanza (e fatica).
Raccolgo quindi con contentezza revanscista l'idea dell'incontro, che si tiene alla fine di Marzo nientepopodimeno che in Scozia.



Naturalmente  - per chi se lo stesse chiedendo - non è la Scozia, bensì i dintorni del monte Vulture, in Basilicata: vi garantisco tuttavia che dal vero l'effetto era davvero notevole (ed in Scozia ci sono stato).
Evento piacevole nella stessa - elevata - misura in cui è stato informale, ma soprattutto capitato al momento giusto: un momento, per usare un'espressone abusata, di riconciliazione con l'esistenza.
Non sono mancate, com'é d'uopo, dotte discussioni:

L'angolo del folklore:
1) la ragazza di quattrokki tenta di garrotarlo nottetempo; temo che lo sconsiderato gesto vada ascritto al fatto che, non essendo stata avvertita del fatto che il barbecue si sarebbe tenuto in un camping, la fanciulla si è presentata in gonnellina e ballerine scamosciate in un prato fangoso per le abbondanti piogge e con temperatura prossima allo zero;
2) il Vostro s'impantana ingloriosamente nel fango di cui sopra, uscendo dal campeggio per tornare nel suo borghese b&b. Di quest'ultimo avvenimento, fortunatamente, non esistono testimonianze fotografiche.
Il riscatto arriva quando uno scatto rubato suggerisce a qualcuno un molto onorevole accostamento:


L'occasione, infine, si presta ad un collaudo: Clementina è stata infatti rivista nell'avionica, con il montaggio di un TomTom910 (che si comporterà egregiamente, salvo tentare di portarci su un impraticabile tratturo non appena impostata la funzione "Percorso più breve": a tutto c'é un limite).
Il colpo d'occhio mi lascia perplesso come un display da macelleria per indicare i canti in una chiesa gotica (visto, visto: St.Lamberti kirche, Muenster, Germania):

Per l'occasione, il triplano ha ricevuto anche lampade alogene alimentate bypassando il devioluci, su cui sono stati applicati dei bulbetti gialli.

A che pro quest'ambaradan di interventi?
Il 2CV Club ha organizzato una visita al Conservatoire, ad Aprile - il che è fatto noto. Il programma prevede riunione a Cuneo il 21, marcia in colonna con arrivo a Parigi il 22 sera, visita al Museo il 23.
Alla ricerca di nuove e più esaltanti imprese, quattrokki tuttavia coltiva un'idea un pò diversa: varcare i 700 km di Bari-Firenze nella notte tra il 14 ed il 15, lì affidare il mezzo in mani sicure, indi rientrare a Bari in treno; risalire nuovamente il 20, rapire la fanciulla colà residente e partire alla volta di Parigi all'alba del 21, con l'obiettivo di affrontare i 1150 km senza soste che non fossero scali-rifornimento.

Legittima domanda: perché un tranquillo impiegato di provincia sceglie di farsi male aggratis, alla Balbo-mi-fa-una-pippa, quando potrebbe viaggiare forzando meno tempi e mezzi, ed oltretutto con la copertura tecnica dei massimi esperti italiani?
Semplicemente: la sera del 22 è il compleanno della predetta fanciulla. E Conditio sine qua non per qualsiasi soirée degna di questo nome, era essere nella capitale almeno la mattina del 22.
Veteroromanticismo della peggior specie, I suppose. Vabbé, s'invecchia.
Da Parigi il viaggio di rientro, peraltro, prevede una tappa da amici a Bergamo ed una a Termoli per l'annuale assemblea di Amnesty International - dove tocca anche presentare una relazione.
Di qui, di nuovo a Bari, ma in 4.

Com'é andata?
A domani.
"Se perde olio, vuol dire che funziona"

MarioCX

La tua spassosissima prosa non mi fa pentire di avere evocato il tuo spirito suonando "Paranoid" al contrario....

total

Ben resuscit......ehm! Ben tornato, compagno duecavallista! (Oooooh, è così libberadorio dirlo!) [A:ba]

Il tuo TomTom mi mi fà sentire un pò imbecille, se ripenso a quella assai poco ergonomica cartina stradale 35 x 30 che ho utilizzato per orientarmi in Piemonte...
[A;)]
------------------------------------------------ANTONIO - 2CV6 Charleston 1985-------------------------------------------------------------------------------------------------------"Amore e odio sono i sentimenti che distinguono l'uomo dal tostapane"-----------------------------------------------

robyazz

Il navigatore è una delle più grandiose invenzioni del secolo,poche storie: grazie ad essa mi sono risparmiato sicuramente qualche annetto di inferno,avendo evitato di scomodare tutta la genìa della Sacra Famiglia compresa di collaboratori (Angeli,Santi & affini)[A:ur][A:ur], durante la ricerca di indirizzi più o meno sconosciuti.
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quattrokki

#4
Rieccolo.

Si diceva: Bari-Firenze e poi, in meno di 10 giorni, Parigi-Bergamo-Termoli-Bari.
Prima della partenza la Deuche viene scrupolosamente controllata dal citromecca di fiducia il quale, bontà sua, non crede alle proprie orecchie - neanche gli avessi prospettato la London-Sydney. Per tranquillizzarlo, gli racconto di persone che hanno affrontato viaggi ben più lunghi, ma presto capisco qual'é la fonte della sua incredulità: "il problema non è se regge lei; lei, giri la chiave e va. Il problema è se reggi tu.".
Dopodiché mi offre una latta d'olio ed una di LHM, con l'intesa che le avrei pagate solo in caso d'uso; il che, a ben pensarci, costituisce in pratica la sola dotazione "extra" che mi sono procurato per l'occasione, insieme ad una lampadina tascabile acquistata la notte di Capodanno, a Roma, da un peruviano sordomuto.
I maltrattamenti del mio ego proseguono con ilarità diffuse anche in ufficio e in università - dove c'é chi non disdegna di scoppiarmi a ridere in faccia.
La vedremo!
Registro anche commenti diffusi sulla fanciulla - che chiamaremo A., per comodità - che oscillano da dubbi sulla sua sanità mentale a constatazioni di evidente profonda passione, alla Hébuterne, per sobbarcarsi un viaggio simile.
Va meglio a casa: abituati, non oppongono resistenze.

Il tappone notturno Bari-Firenze non presenta particolari difficoltà; l'abitacolo è rischiarato dalla tenue luce del TomTom e la strada è piana, gialla e più o meno diritta davanti alla prua; del resto è lo stesso percorso già affrontato da Clementina meno di un anno fa, in occasione del raduno R.I.A.S.C. di S.Giovanni Valdarno. Il tempo è sereno per tutte le 9 ore di viaggio; tre sole soste: sul raccordo di Caianello, poco prima di Roma ed alle porte di Firenze. Provo a fare i conti della serva: consumo medio 17 km/l, nessuna anomalia. Perfetto.

Il 20 sera sono di nuovo a Firenze. Per la prima volta s'insinua una sottile ansia: studio ancora una volta il tracciato - capperi se é lungo - e la media di 80 km/h mi sembra ora ottimistica, la mia abilità meccanica è ridotta all'osso (perché negarlo? Sulla 2CV non ho mai nemmeno cambiato una ruota), il mio francese è ancora in via di formazione, A. ha guidato il lumacoide solo per brevi tratti, non ho una lista dei punti di assistenza del Double Chevron...d'altro canto, in caso di necessità ho solo il numero di MarTini, che so essere della partita, ma che tutto sommato potrebbe anche mandarmi affa dopo la diserzione dal ponte di comando del Forum.
Supero tutto pensando che, in fondo, amo la mia auto; e la mia auto mi amerà.
Il 21 la partenza avviene con il canonico ritardo di un paio d'ore (in malora chi parte in orario), sicché entro in autostrada alle 9.30, direzione Genova.
Un'amica mi ha regalato uno stereo CD portatile, che viene sistemato sul sedile posteriore; prevedo di adottare il collaudato ritmo di marcia di 15' di sosta/250km circa, per riprendersi più dalle vibrazioni che dal rumore.

Fino al confine francese si segnala solo lo stupore di ritrovarmi per la prima volta di fronte a nomi che non pronunciavo dalla terza elementare, quando quotidiano era l'incubo di imparare a memoria i nomi di provincie ignote come il Tatarstan, sconosciute alle rotte delle parentele familiari e defilate anche dalla cronaca nazionale, come certi compagni di classe di cui nessuno nota l'assenza; ma che pure ricordi con affetto. Scorrono, come evocate dal sussidiario (il mio, poi, proveniva direttamente dagli anni '60, a giudicare dalla gran quantità di 600 e 1100 parcheggiate nelle fotografie; e la prosa probabilmente da età ancora più oscure: dalle generose cave di Carrara proviene il marmo che tutto il mondo invidia agl'Italiani; caratteristiche della ricca cittadina di Vercelli sono le risaie, dove operose mondine...e così via), Massa, Carrara, il Piemonte (peccato, avrei voluto fermarmi a piangere sommessamente davanti al cartello "Ivrea - città dell'informatica", ma devo essermelo perso).
Viene sorvolata - più che attraversata - Genova, che è la sola grande città italiana in cui non sono mai stato; e non so perché, ma quelle viste aeree, quei tunnel sotto le case m'han fatto venire una voglia matta di tornarci.
Mi organizzerò.

Ad Aosta, il vostro euroentusiasta si fa venire un dubbio: sulle auto con targa "non europea" ci vuole o no l'anacronistico e detestabile ovale con la I nera? Un rapido consulto con me stesso, e decido prudenzialmente di non rischiare: il benzinaio approva la mia scelta e legittimamente mi rapina 5 euro, che verso in monetine da 10 e 20 cent per patetica vendetta. La vendetta dell'euro.
Procedo all'affissione sul paraurti, dove non lascerà segni particolari; nell'occasione vengo peraltro immortalato, mentre mi si sfotte per l'attenzione riservata ad un'operazione così banale.



Il Bianco viene passato senza problemi, e voilà la douce France ci accoglie con fiori gialli e ponti sui quali le raffiche di vento sono così forti da dare l'impressione dell'imminente decollo.
Mi accorgo che in Francia l'attenzione riservata alla 2CV è pressocché pari a zero. In tutto il percorso ricevo solo un sorriso con pollice alzato da parte del guidatore di una Clio in sorpasso; poi, più nulla.
Mi accorgo anche che viaggiare così a lungo, comunque, altera le percezioni, quando mi scopro a dire a mia madre "siamo quasi arrivati, mancano solo DUECENTO km".
Il solo momento di brivido deriva dalla sensazione, ad un certo punto, di una leggera resistenza all'avanzamento, quasi ci fossero dei lievissimi cali di potenza ad intervalli.
Ma forse era solo la stanchezza, il vento contrario o i gremlins. O tutti e tre.

Si arriva a Roissy (il nome è evocativo...), dove pernottiamo, alle 2.30; sono trascorse 17 ore dalla partenza, ed ho guidato sempre io.
La media oraria sfiora solo i 68 km/h ed è quindi molto più bassa di quella prevista; in compenso il consumo è stato inferiore ai 17 km/l. L'albergo è un palazzone con camere lillipuziane; però costa meno di un camping, il bagno - malgrado le dimensioni da roulotte - è in camera, la RER è a due passi (dall'albergo, non dal bagno), soprattutto, siamo a soli 2,5km dal Conservatoire.
Con sgomento mi accorgo di non avere sonno; provo a formulare ipotesi sul perché, ma le trovo tutte così banali che mi addormento per la noia.

Il giorno dopo, mentre gli altri sono ancora in viaggio, lascio Clem a riposare e con la RER andiamo a Parigi.
Riflettere, prego: Parigi; in una soleggiata giornata di aprile; in due. Tutto congiurerebbe a farmi trascurare una qualsiasi citrocaccia, ma qualcosa è più forte di me:


E' il matto di "Quattro ruote sotto un ombrello", uno studente francese che ha creato questa specie di via di mezzo tra un taxi e i sightseeing tours fatti da quei tristissimi bus scoperchiati. Peccato che la 2CV versi in condizioni discutibili, con ingloriose bozze un pò ovunque e soprattutto un kit Aventure che sta ad una bigrigio come un cavolo nell'occhio, o un pugno a merenda.
Ciò non toglie che l'idea sarebbe da importare.
Per amor di patria fotografo anche una 500, che evito di postare per non turbarvi.
Per la cronaca, la fatica del viaggio viene ripagata da una cena che - spero - ricorderemo entrambi; ho prenotato da Le Procope, che sembra essere all'altezza della sua fama.
Peccato che, mentre la mia bella sceglie un (ottimo) pesce spada, il Vostro confonde il filetto con salsa tartara con il filetto alla tartara, sicché si vede arrivare 400 grammi di carne cruda. Lo sgomento deve in qualche modo trapelare, perché lei chiede, soave: ma sapevi che era cruda?
Certo, è ovvio! - è l'unica risposta plausibile del guitto. Che pensa a quanto gli costerà, e mangia tutto.
Cameo parigino: irrompono, da una finestra aperta, un ragazzo ed una ragazza, alternativi quel tanto che basta, ridendo ed urlando Ségolene President! Più qualcosa contro Sarkozy che non capisco ma trovo condivisibile.
Eggià, qua siamo a poche ore dal primo voto.

Ridono delle facce perplesse degli ottuagenari avventori, e proseguono correndo e tenendosi per mano, il loro sgangherato rallye elettorale.
Ah,la France.

Tappa Conservatoire, finalmente.
Le impressioni le spenderò in un topic ad hoc; qui, vi basti sapere che mentre l'omino Citroen racconta il bi e il ba (con la traduzione dell'ottimo Roald), m'intrufolo al di là delle catene per scattare questa foto, che dedico a me, a Velvet, a Robyazz, a Leosanto ed a tutti i pochi estimatori di Visa nel mondo.
So che eravate tutti con me, ragazzi. Vi ho pensato. Giuro.


Restano poche ore a Parigi, e si decide per l'immancabile foto di rito sotto la Tour Eiffel; purtroppo perdo il contatto con Lucajack e gli altri del gruppo, sicché ci ritroviamo solo io ed A. Nella mia vanità, trovo addirittura due pose differenti:




Assolti gli obblighi, si va a Montmartre, prodiga di ristoranti per turisti e bellezze autentiche pur se un pò consumate.


Il 25 la pulzella fa un pò di shopping, ed il Vostro realizza che amore è anche non accorgersi dell'andirivieni della carta di credito dal portafogli.
Il resto, è storia. A puntate.
"Se perde olio, vuol dire che funziona"

Bernardo

Ciao Dino, complimenti per il bel reportage > e Bentornato anche da parte mia! [:hello][CIT]

robyazz

#6
quote:
Originally posted by quattrokki

Le impressioni le spenderò in un topic ad hoc; qui, vi basti sapere che mentre l'omino Citroen racconta il bi e il ba (con la traduzione dell'ottimo Roald), m'intrufolo al di là delle catene per scattare questa foto, che dedico a me, a Velvet, a Robyazz, a Leosanto ed a tutti i pochi estimatori di Visa nel mondo.
So che eravate tutti con me, ragazzi. Vi ho pensato. Giuro.



Ultimamente qualcun altro è venuto a darci manforte nell'apposita sezione (ciao Dominique71 [:hello]),pur se continuiamo a rimanere una sparuta èlite d'avanguardia illuminata e incompresa.
Grazie per il pensiero e per la foto (intravedo una gemellina di Vicky [:love])
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quattrokki

Al rientro definitivo dalle ferie - sparpagliate as usual – chiudo il reportage, vincendo il timore che non vi freghi nulla e rivangando un significativo attimo di panico.
E già, perché qui si affronta l'atto III - il Dramma.

S'era dunque lasciato il lumacoide a Parigi, mentre volgeva la prua verso Bergamo.
Vengono – era ora – raccolti dei complimenti, da parte di un casellante transalpino secondo il quale "c'est trés belle avec des phares jaunes!" o qualcosa di simile.
Il viaggio è, ancora, scandito solo dal battito regolare del boxer che marcia ai 100 all'ora (TomTom dixit), col sottofondo di Capossela, Baustelle e Paolo Conte. Il valico del Bianco, alle 2 del mattino, non suscita particolari apprensioni. A Bèrghem, nel confortevole box di amici, c'é tempo per un rapido lavaggio sgombramoscerini ed un check-up: livelli, gomme, sostituzione di una freccia anteriore bruciata.
Una pulitina al filtro dell'aria. L'avessi mai fatto.

Dopo qualche giorno si riparte, e stavolta la direzione è inesorabilmente casa, ma ancora con una tappa a Vasto (CH), per l'assemblea annuale di Amnesty International, ove il Vostro deve presentare una noiosa relazione.

Disgraziatamente è il 28 aprile: tutti i padanelli si sono riversati verso la riviera romagnola. Il che mi costa DUE ore di incolonnamento SOTTO IL SOLE tra Borgo Panigale e Arcoveggio, quando decido di giocare l'arma satellitare, deciso a raggiungere via statale (che sia la Romea? Boh!)  la SS16, da dove procedere verso sud. Lo stratagemma funziona, e ci immergiamo ancora una volta nell'Italia detta (ma da chi?) "minore"; per la fretta ignoro crudelmente le richieste della madamoiselle di fermarmi praticamente in ogni tranquillo borghetto, mentre mi vengono in mente un pò  Guareschi e un pò Pascoli; e sono leggero e contento per questa imprevista deviazione...se non fosse per il rombo cupo che ad ogni accelerata proviene dal cofano.
A Massalombarda – luogo mitico dell'infanzia in virtù dei succhi di frutta dell'infanzia – decido di vederci chiaro; mi fermo in una piazzetta, apro il cofano e rassicuro la mia passeggera.
Ho chiuso male il coperchio del filtro dell'aria, ma per orgoglio, taccio. Pochi secondi e tutto è a posto.

A margine: poco prima di entrare in paese, venendo da Bologna, ho visto uno sfascio sulla destra. In realtà non sono sicurissimo che fosse uno sfascio...aveva più l'aspetto di un campo con alcune auto abbandonate nell'erba. Tra queste ho visto, o creduto di vedere, o sognato di vedere - per una frazione di secondo - la sagoma di una CX bianca, prima serie.
C'era davvero? Chissà.

A Rimini sud, rientro sull'A14. La radio sentenzia "traffico rallentato!" - but not for me: si viaggia tutti incolonnati a 100 all'ora, il che dev'essere particolarmente frustrante per i meneghini in BMW che mi circondano, ma corrisponde alla mia velocità di crociera.
Teoria della Relatività.

Quasi a Vasto, sosta rigeneratrice.
Al momento di ripartire, però, qualcosa non va. A macchina ferma, frizione schiacciata e prima innestata, si sente un rumore come di trascinamento degli ingranaggi: il rumore aumenta fino a 20-30 all'ora e poi scompare, o più probabilmente si confonde con gli altri rumori.
Non è completamente una novità: ne avevo già parlato sul forum, ma senza arrivare ad una  conclusione; ed era stato pressocché risolto sostituendo la frizione con una nuova di pacca.

Clementina comunque va, ed io con lei. Ma non durerà.
Una sera, in un'escursione al porto di Termoli, affronto una ripida retromarcia in salita: STOK! ed un sobbalzo, come se avessi preso uno scalino in corsa.
E si ferma, col motore acceso.
Provo a togliere la retro, ma non ci riesco: mi accorgo allora che la leva del cambio sembra essere andata oltre il fondo corsa, come se il pomello fosse stato risucchiato.
Provo con due mani: nulla.
Schiaccio a fondo la frizione, e questa volta riesco a mettere in folle, facendo scivolare l'auto verso il marciapiede.
In pratica, mi accorgo di non poter inserire nessuna marcia, la leva sembra fatta di granito.
Mi vengono quasi le lacrime agli occhi: sono andato fino a Parigi da Bari senza un sussulto, e adesso, a pochi chilometri dalla mia Regione, su quel mare così familiare...cosa si fa in questi casi?
Non lo so, non mi sono mai fermato per strada con lei. Non mi ha mai lasciato a piedi, e mi sento anche un po' in colpa, per averla sottoposta a questo stress, a tappe così forzate.
La Citroen a Termoli? Su un carroattrezzi fino a Bari?
Mentre rimugino nervosamente, riprovo a mettere la prima; con difficoltà, ma va; entrano tutte, tranne la terza.

Lentamente, rientro in albergo, e la situazione sembra migliorare; di fatto ho perso la terza, ma ciò che mi preoccupa è l'idea di un bloccaggio improvviso degli ingranaggi del cambio. Scarto comunque l'opzione del Meccanico Sconosciuto - specie per un problema così delicato ; anzi, mi convinco di farla arrivare con le proprie ruote a Bari. Il che avviene, dopo aver imbarcato altri due passeggeri e relativi bagagli.

Il mattino dopo, il mio citromecca ascolta con attenzione la mia storia, annuendo gravemente e lanciando occhiate torve al capofficina; ma è un uomo rassicurante per natura: vabbé, lasciala qui e vediamo, dice senza supponenza; bisogna aprire, bisogna vedere.
Conscio delle condizioni di budget, seguono giorni in cui medito seriamente di allineare semplicemente Clem alla Visa, sotto un telo di un qualche box, e attendere tempi migliori.
Finché vengo convocato: la lumachina ferita è su un ponte, senza cofano, senza parafanghi; e i due faretti gialli mi fanno, per la prima volta, tristezza.

Il cambio giace smontato su un carrello, e faccio un paio di foto ai pezzi della mia auto, pezzi che nessun automobilista vorrebbe vedere mai. Dovrebbero semplicemente star là, chiusi, a fare il loro dovere – quale che sia.





Intanto il mecca solleva rotelline e ingranaggi che mi fanno pensare a Tempi Moderni; e mi sento anch'io un po' come Chaplin, strizzato e frollato, mentre la voce da professore buono mi dice eh, vedi, questo pezzo è finito in contrasto con quest'altro, ma è un tutt'uno con quest'altro ancora, e non si può riparare...ma tanto ho già capito.
Arriva anche mio padre, e la conversazione assume i toni e i lessici di una lezione di ingegneria; il mecca dice esatto, esatto, mentre mio padre parla – e comincio a pensare che alla fine gli proporrà un 28.
Morale, la soluzione più sicura è sostituire il cambio.

I conti della serva: dalla Francia, sconto soci e tutto, invio del vecchio, spedizione del nuovo, montaggio...saranno 1000 euro? Sì, sarà box. Per un annetto. Almeno.
Invece no: il mecca, dopo aver toccato il fondo, risponde all' "e quindi?" stampato sulla mia faccia. Ricorda, infatti, di avere messo via un cambio smontato da un'altra 2CV andata alla demolizione parecchio tempo prima; che se lo ha smontato doveva esser buono...basta: fa un tentativo di montarlo, e "proviamo a vedere come va".

E' andata bene, in ogni senso.
Il cambio va, magari non di burro come il precedente ai bei tempi, ma va senza intoppi e con la stessa rapportatura; e il conto...Si scusa: di meno non può fare, lo stacco, il riattacco, la manodopera dell'operaio. Alla fine, le cifre: circa un terzo della somma di cui sopra.
I "vecchi" mecca di provincia dovrebbero essere eterni.
Me ne convinco mentre prendiamo un caffè, e mi dice sai, lavorare su queste macchine è un po' come pagare un debito...sò macchine che c'hanno fatto crescere, imparare il mestiere...e questo (e con un gesto abbraccia l'officina) lo dobbiamo a 'ste macchine: mica si può mandarle via!
I "vecchi" mecca di provincia dovrebbero essere eterni.
"Se perde olio, vuol dire che funziona"

total

#8
quote:
Originally posted by quattrokki

I "vecchi" mecca di provincia dovrebbero essere eterni.


Parole da scolpire nel marmo dell'eternità. [:kiss]

Anch'io debbo alle vecchie volpi di provincia la mia stessa esistenza come....collezionista d'auto d'epoca (che si possegga 500 e 2CV anzichè MG e Bugatti è un dettaglio di poco conto [A:D])

Da quando è stata naturalizzata sarda, la bigrigia valdostana ha cominciato a subire una sfilza di interventi mica da ridere, alcuni già preventivati, altri (ovviamente) imprevisti.
Due di quelli preventivati erano la sostituzione di un semiasse e il rifacimento della frizione. Interventi per i quali una citrofficina autorizzata avrebbe preteso il mio osso sacro su un piatto d'argento (ammesso sempre ci fosse disponibilità del classico "anziano" capace di fare il lavoro senza causare danni, cosa ormai rara anche nelle citrofficine più blasonate).[A:spa]

Il primo intervento è stato risolto brillantemente grazie ad un ex-meccanico col garage pieno di pezzi 2CV-Dyane. Mezz'ora, 90 eurini, e il semiasse ha smesso di gracidare.

Per il secondo, la frizione, conscio della complessità dell'intervento (e del costo di un kit nuovo, di ben 160 euri!!!) ho rimandato e rimandato finchè non ne è passata una, nuova di pacca e originale Valeo, su Ebay, a 79 euri più spese spedizione.
Due settimane d'attesa ed eccola da me. Siamo ai primi d'Agosto, e io sono orgoglioso di me stesso e stupito per il culo avuto.
Prendo appuntamento col fedele mecca per Lunedì 13 Agosto (così io avrei avuto la cavallina pronta e pimpante per spassarmela il 15).

Mi fò trovare in officina alle 7.30. Cominciamo subito lo smontaggio. Fianchetti, parafanghi, attenzione mannaggia a non graffiarli, paraurti e portafari, tre bulloni su sei girano a vuoto, bisogna segarli, segnamo tutti i fili e i collegamenti, via il portafari,  via il paraurti, via il motore.

E tre ore dopo, la lieta sorpresa: la frizione non andava bene. [A8D]

Io come un pirla avevo letto nell'annuncio "per 2CV fino al 1990" e INVECE dal 1982 in poi (credo) la Citroen ha avuto la fantastica pensata di introdurre una più efficace frizione con molla "a diaframma" completamente diversa.

Morale della favola: urgeva trovare nuova frizione, che giustamente non si trova (tutti i negozi chiusi per tutta la settimana) e una volta aperti ne salta una fuori al modico prezzo di 180 euri!!![:gun]

Ne avevo trovato una a molto meno, ma c'era da aspettare un'altra settimana e ormai la macchina era ferma sul ponte del mecca da 2 settimane. A causa di ciò aveva dovuto mandare via parecchi clienti, ed era comprensibilmente contrariato. Al chè ho ceduto al ricatto.

Morale della favola/2: il meccartney si acconteta di 70 euro di onorario, e considerando il tempo che la macchina ha ingombrato come massa inerte il suo ponte, mi è venuto spontaneo proporlo al Santo Padre Ratzy per la prossima causa di beatificazione.[A:xm]

Se fosse successo in una citrofficina coi crismi e i prismi.....Diobòno, non mi ci fate penzà!!!!!!

E ora la cavallina storna alla grande con la sua frizione a diaframma nuova nuova, le sue valvole registrate (e sì, ha avuto 2 settimane di tempo per farlo......[:sarc]) ma come nelle più belle favole il mio addìo è un'arrivederci: la carburazione è andata a baldracche e i cuscinetti dell'alternatore hanno pensato bene di accompagnare il carburatore nel viaggio.

Non se ne vede la fine.........Fottuta adorabile francesina....

E non dimentichiamoci che mi avanza una frizione Valeo nuova nuova di cui non mi faccio una mazza.....Se serve a qualcuno mi faccino un fischio.....[:hap]
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quattrokki

Orcocàn...che avventura!
Io un anno fa ho pagato kit frizione+tagliando dei 90.000km 240 iuri (con ricevuta, è sempre il caso di specificarlo).
Mah, il dramma è che anche senza farne una questione di costi, certe macchine vengono mandate via quasi ovunque, punt&més.
Per questo mi rincuorano scene come quella di ieri quando, portando l'AX alla revisione, sono entrato nella piccola officina e ad accogliermi, affiancate, c'erano una Picasso ed una LNA bianca dell'81 (targa e portatarga d'epoca).
La prima con un problema al turbo, la seconda al tagliando[A;)].
"Se perde olio, vuol dire che funziona"

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