"Noi" e "Loro"

Aperto da Martini, 04 Giugno 2007, 19:28:40

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Martini

Prendo spunto da un recente malinteso occorso su questo forum per aprire una discussione che spero costruttiva.

All'interno del citroënismo storico nazionale si intravedono separazioni interne basate su tutta una serie di supposizioni, idee e pregiudizi che dividono anziché unire le varie anime del Registro.

Provo a spiegarmi premettendo però che si tratta del mio personalissimo punto di vista: ho la sensazione che ci sia chi crede d'essere discriminato perché il suo modello non è "abbastanza d'epoca", "abbastanza tecnologico" o -addirittura- "abbastanza Citroën", chi pensa che quel Club sia "più esclusivo di quell'altro" o che quelle persone "abbiano la puzza sotto il naso più di «noi»", salvo poi comportarsi da "radical chic fricchettòn" ai raduni e non solo. Ho visto gente spendere 60 euro di campeggio per non spenderne 35 in un Etap Hotel, cose che voi umani eccetera eccetera.

Credo che ci sia un malinteso di fondo e che sia compito del Registro lavorare per stroncare sul nascere queste stupide (mi sia consentito, sto esprimento un parere che poi collima col mio giudizio personale) divisioni nel nostro gruppo.

Metto giù dei punti chiave:

A) tutti i Club che aderiscono al RIASC sono privi di scopo di lucro, politico o religioso

B) tutti i Club che aderiscono al RIASC sono composti da appassionati di vetture Citroën
 B1) Citroën è un'azienda, ha cessato d'essere una persona nel 1935, da allora ha avuto più padroni che non si chiamavano Citroën. Se dobbiamo parlare di "Vere Citroën" o ci si ferma al 1935 o si arriva al 2007 per proseguire finché nel libretto di circolazione non ci sarà scritto Peugeot. O Renò, chissà?
 B2) Per sillogismo si deduce che tutti i proprietari di vetture Citroën sono citroënisti, compresa la tizia che carica nel bagagliaio della sua C3 la borsa della spesa. Magari non lo sa, ma è citroënista pure lei, non meno "pura" di quello che gira con la DS19 del 1956.
 B3) Tutti i Club che riuniscono Citroënisti possono aderire al Registro, forse non è chiaro a tutti, ma più siamo più contiamo.

C) Se non abbandoniamo i pregiudizi reciproci, difficilmente arriveremo ad una vera unità d'intenti: tutti vogliamo bene alle nostre macchine, alcuni vivono in modo diverso la propria passione. Ma son cose legittime! Può benissimo esserci il duecavallista che coccola la propria Spécial del 1988 come una figlia ed il diessista che la dipinge di rosa a fiorellini e ci dorme dentro senza lavarsi neanche a ferragosto. Dov'è il problema?

Se continuiamo a pensare coi "noi" e "loro", il RIASC ha poca ragione d'esistere.

MarioCX

#1
Quoto in toto.

Dopodichè glielo vai a spiegare tu in certi antri che chi ha una Visa e la ama deve avere dal Registro le stesse attenzioni di chi ha una 2CV, una DS o una T.A.

Non voglio attizzare polemiche, ma mi ricordo che l'anno scorso quando proposi di festeggiare i 20 anni di AX a Monselice ci fu chi fece della sagace ironia.
Anzi lodò un raduno ove erano ammesse solo le DS (non so quale perchè non vado a raduni di questo tipo) così almeno "non corro il rischio di vedere delle AX".

Sabato Carlottone ha ricevuto una telefonata da un'entusiasta che ha 3 Visa e 6 AX e brama di iscriversi.

Che gli diciamo a questo in qualità di funzionari del RIASC?
Che la sua AX non la vogliamo neppure vedere e ci diamo di gomito e ridacchiamo?

Al raduno ICCCR del 2008 verrò in AX, nonostante io abbia una DSuper scintillante di vernice e una CX poco comune.
E invece verrò con una AX Tonic per la quale ho speso anche 70 Euro di scrittine "Tonic" che le sue ormai erano andate a farsi benedire.

Per snobismo?
No.
Per dare un segnale che il nostro registro deve essere effettivamente orientato a tutti i modelli e non solo a quelli ritenuti, sicuramente a ragione per carità, i più rappresentativi.

Quando dico così, arriva subito qualcuno a farmi il pistolotto come se io teorizzassi che una LNA ha la stessa importanza storica di una 2CV.
E mi spiega puntiglioso che....eh si! Certe automobili finiscono nel dimenticatoio perchè sono sfigate di loro.

E' vero? Non è vero?
Non è questo il punto.
A parte che c'è chi collezione e tiene come una reliquia anche una Ritmo, e io stesso sbaglio a far notare questa cosa perchè in realtà è normalissimo che sia così.

Non è questo il punto, dicevo, perchè non è un discorso di preferenze personali, tutti abbiamo una Citroen preferita, quella di Carlo è la GS, meglio se GSA, la mia è la CX, meglio se Mk II.
(Già mi vedo i sorrisini ironici di una frangia della platea).

Ma non è questo il punto, o meglio: il socio generico può pure sghignazzare e/o disprezzare tutti i modelli meno il suo, ma chi ha un minimo di attaccamento all'idea di Registro Storico Citroen, non deve e non può farlo.

serpiko

Quoto, straquoto e triquoto.
I gusti sono i gusti, e io ne ho di miei. Tra l'altro, ben schietti e molto selettivi.
Ma la politica ufficiale non può essere diversa da quella che M&M hanno espressamente spiegato.

Detto questo, la domanda è: cosa ha fatto scaturire questo intervento?

MarioCX

#3
Mah...non posso parlare certo per Maurizio, ma probabilmente lui come me soffre un po' di certi atteggiamenti.
Ricordo i suoi splendidi pezzi "Lui, Lei e l'Altra" su Ideesse Informa, tanto amati dallo scrivente, quanto avversati da certo popolo diessista.
E' la verità storica, non sono miei opinioni. Piaccia o meno.
In Italia (in Italiano) non si era letto nulla di tutto ciò sulla storia della casa e i suoi vari modelli.
Se lasciamo perdere uno stitico volumettino blu automobilia targato 1981 che io sedicenne arrapato di Citroen mi procurai all'uscita.

Ho ammirato IdeeSse Informa e ho cercato di trasporre in SpaCXzio quello che più mi piaceva di quella rivista.
I risultati come contenuti credo si possano definire confortanti, come grafica purtroppo siamo lontani e credo lo resteremo.
Non ho certo il mestiere di Maurizio.

In estate farò un pezzo sull'Ami Super, mi sono procurato un po' di materiale e non vedo l'ora di cominciare.

MarioCX

Ah! Dalle foto del conservatoire che ha fatto Carlo ho visto una AX tonic Rouge Blason identica alla mia.
Se era lì, non vedo perchè non dovrei andarci all'ICCCR!!!

Gianluca

#5
Iniziativa lodevole quella di Maurizio...Ha tutto il mio appoggio e il mio rispetto.

Peccato però che, messa così la questione, non si capisce bene di chi sia la colpa...

La colpa è dei diessisti che vogliono un raduno monomodello per parlare e vedere solo DS ? La colpa è degli afflitti dalla sindrome del brutto anatroccolo che ogni volta che qualcun altro sale alla ribalta iniziano a piangere stizziti perché anche loro vogliono due riflettori ? La colpa è di coloro che dietro una parvenza di tolleranza quasi gesucristiana vanno poi a naufragare dietro le grappe riservate al club delle id monofaro/monobullone ? La colpa è di chi vuole dare voce e credito anche a chi ha vetture dimenticate da Dio e dagli uomini eccetto i citroenisti ? La colpa è forse degli SMisti che a loro gli importa una sega e si godono le loro regine delle strada, uniche citroen ad avere mai avuto un motore decente ? O forse la colpa è dei duecavallisti e del loro spirito libero che tuttosommato li fa essere così irresistibilmente simpatici ?

Messa così tutti abbiamo ragione e, forse, tutti abbiamo delle colpe. Ma la mia quasi inutile esperienza mi suggerisce che quando la colpa è di tutti, la colpa va a finire che non è di nessuno. E tutto continua sempre come prima...

Ad ogni modo la discussione è gradita, interessante e sicuramente costruttiva. Ed è solo all'inizio. Comunque vada, grazie Maurizio.

Gianluca Salvini
un coglione che al RIASC ci crede(rebbe)


Ma il bambino nel cortile si è fermato, si è stancato di seguire aquiloni. Si è seduto fra i ricordi vicini e i rumori lontani; guarda il muro e si guarda le mani.

MarioCX

#6
quote:
Originally posted by Gianluca


[...omissis]
la colpa è degli afflitti dalla sindrome del brutto anatroccolo che ogni volta che qualcun altro sale alla ribalta iniziano a piangere stizziti perché anche loro vogliono due riflettori?



Che sarebbero i CXisti o comunque quelli che non hanno o non venerano a sufficienza la DS.
E nel mio caso si tratta di una sindrome del brutto anatroccolo masochista perchè pur avendo la DS sostengo tesi non Diesse-centriche e ho da sempre attenzione per tutta la produzione Citroen più o meno vintage.

Spiace che si pensi che le cose che dico sono prodotto di quanto ho quotato, anzichè della volontà di sviluppare un "vero" Registro di marchio, ma non importa e veniamo a un bivio decisionale.

Allora, qui i casi sono due.

1)
Si lavora per edificare un Registro di Marchio, senza badare alle preferenze personali, un Registro che censisce, assiste e concentra tramite i suoi club gli appassionati di qualsiasi modello storico o aspirante tale (tipo XM).
(Come d'altronde già scritto nel mio primo reply, vi prego di leggere i miei interventi con attenzione).

2)
Oppure non ho capito una sega io e il RIASC deve continuare a restare una buffa e sgangherata appendice dell' IDeeSse che è il nucleo di metallo nobile intorno al quale devono gravitare quei ridicoli frustrati che non hanno la DS e i loro vergognosi catorci.

Allora. Datemi una risposta.
Così mi so regolare.
Anzi lo chiedo a Marini, essendo il "vecio" del gruppo.

M.

P.S. Chiedo venia: specifico che ho una ID, perchè poi ci sarà sicuramente anche qualche faida del tipo: "cosa parla quello lì che non ha una vera DS".


Andrea

#7
Infatti non hai una DS hai una D di cui andare fierissimo ...

Andrea [Idiessista]

[Per la serie se l'Italia è il paese dei campanili ...]

A parte gli scherzi, un conto è il RIASC con il suo compito doveroso di censire, catalogare, salvaguardare l'intero patrimonio storico del marchio dal 1919 all'anno ... che il RIASC ha deciso.

Un conto sono i singoli club di modello, composti da soci che sono appassionati di quel/quei modello/modelli, con le loro passioni, interessi, etc.

Io - per esempio - alle auto prodotte dalla seconda metà degli anni '70 non riesco ad appassionarmi ...  

Detto questo, parlando di vetture storiche, la storia ha già deciso quali sono le auto fondamentali per la storia di questo marchio come lo ha deciso per gli altri marchi. Questo però non impedisce ad alcuni alfisti - per esempio - di conservare comunque - e meritoriamente - un'Alfasud Giardinetta.

Insomma ad ognuno la sua storica a dispetto dei miti e delle mode.

serpiko

#8
quote:
Originally posted by MarioCX

quote:
Originally posted by Gianluca


[...omissis]
la colpa è degli afflitti dalla sindrome del brutto anatroccolo che ogni volta che qualcun altro sale alla ribalta iniziano a piangere stizziti perché anche loro vogliono due riflettori?



Che sarebbero i CXisti o comunque quelli che non hanno o non venerano a sufficienza la DS.

(...)

P.S. Chiedo venia: specifico che ho una ID, perchè poi ci sarà sicuramente anche qualche faida del tipo: "cosa parla quello lì che non ha una vera DS".




Non trovo giusto estrapolare la frase quotata da Mario da tutto il discorso di Gianluca.
Se viene presa in sè, diventa quasi un'offesa; nel contesto generale sembrava tutt'altro, essendo l'ironico scimmiottamento di tutti gli atteggiamenti rilevabili nel contesto del Registro.

Dal mio punto di vista, porto un vilipendio al vittimismo generale di cui troppo spesso s'avverte il puzzo.
Il DSsista si lamenta dell'SMmista che fa raduni a botte da 350 €, decisamente poco popolari e poco abbordabili, perchè si sente il fratello povero. Il CXista si lamenta del DSsista perchè si sente emarginato in quanto possessore di un'auto non ritenuta alla pari della sua antenata; il bicilindrico non si caga nessuno e si raggruppa tra suoi simili perchè tanto gli idraulici non se lo filerebbero, dice lui... Eccheccazzo, così non si finisce più!
Che ognuno prenda coscienza del valore intrinseco di possedere un'auto storica, a prescindere da quale essa sia.
Non possiamo invertire i dettami dell'interesse pubblico: la gente si dirige sui modelli che gradisce senza che noialtri la si possa influenzare più di tanto. Numericamente possiamo solo prendere atto di quali possano essere i più graditi, economicamente possiamo nuovamente constatare quali sarebbero i più desiderati, ma nulla più.
Nondimeno il valore e la percentuale d'interesse non vanno ad intaccare la storicità dei modelli che noi possediamo.

Io penso che ci sia spazio per le autonomie e ci sia dovere di mantenere anche quelle: chi legge queste pagine lo fa in quanto amante di una marca ma non siamo tutti uguali, e qualcuno potrebbe gradire anche solo un modello di questa marca.
Contemporaneamente, sono per la più estesa eterogeneità di cultura di marca perchè, nel lungo termine, a "vincere" è la marca e non il modello.
Ne sono l'esempio vivente.
Coloro con cui ho potuto parlare più da vicino sanno quale repulsione (sì, repulsione!) mi creavano le vetture scevronate fino a una dozzina d'anni fa. Amavo soltanto la DS e la CX, grazie anche a ricordi d'infanzia. Stop. Poi la svolta, anno 1996, quando mi trovai a provare una Xantia. Non ho detto una SM o una DS23, tanto per citare due auto di rango, ho detto una banalissima Xantia 1.8 che all'epoca era nuova di pacca. Da lì la scintilla del mio interesse, culminato con l'acquisto di una prima DS, poi della CX e via via tutto quello che sapete. Oggi, 5 anni dopo, punto a una bicilindrica e so che prima o dopo sarà seguita da un'ulteriore bicilindrica a forma di Ami6.
Il tutto dopo 5 anni di appartenenza a un ambiente, di curiosità e, non ultimo, di presenza delle vetture tutte ai grandi eventi: è lì che ho potuto apprezzarle, toccarle, vederle. Senza i grandi eventi oggi non saprei della Traction Commerciale, delle varie versioni del tipo H e della M35, mia Citroen preferita in assoluto.
Eventi eterogenei, appunto, perchè al terzo raduno monomodello personalmente mi sentivo un po' sazio.

I progetto completi nascono in maniera organica quando ognuno prende parte in modo corretto e consapevole al progetto stesso: il pilota deve fare il pilota, il meccanico deve riparare e il direttore corse deve coordinare le sue persone. Ma non può mancare nessuno di essi, e tantomeno uno può pensare di mettersi a svolgere i compiti dell'altro.

serpiko

quote:
Originally posted by Andrea

(...)
Detto questo, parlando di vetture storiche, la storia ha già deciso quali sono le auto fondamentali per la storia di questo marchio come lo ha deciso per gli altri marchi. Questo però non impedisce ad alcuni alfisti - per esempio - di conservare comunque - e meritoriamente - un'Alfasud Giardinetta.

Insomma ad ognuno la sua storica a dispetto dei miti e delle mode.


E con questa frase, che sintetizza in maniera esemplare ciò che io sono riuscito a comunicare solo con uno sproloquio di qualche cinquantina di righe, saluto e auguro buonanotte a tutti.

[:wave]

velvet

Direi che politicamente il discorso ci sta tutto., compreso il titolo del thread che trovo riassuma efficacemente il nocciolo della questione.

L'odio ancestrale (Si, a volte proprio odio) verso il diverso, verso tutti quelli che non appartengono alla propria categoria di eletti (che varia da duecavallisti a diessisti, da alfisti a lancisti passando per una infinita serie di variabili) è connaturato all'uomo stesso.
Purtroppo quello che non si capisce è il perchè anche in un gioco come dovrebbe essere il collezionismo di automobili si debbano trascinare le miserie umane che già circondano la nostra esistenza quotidiana.

Certo, anche qui dentro spesso si sentono e si fanno discorsi "noi e loro" (confronti fra questo forum e "l'altro" ecc ecc) che forse bisognerebbe imparare ad evitare o a stemperare con un sorriso. Farebbe bene a tutti.

Quanto alla presunta scala di importanza dei vari modelli Citroen è giusto che ognuno abbia una propria "classifica del cuore", e se una persona si innamora della Saxo ha da parte mia tutto il rispetto che merita ogni appassionato. Certo, io ho le mie idee e non posso certo diventare generalista o amante di qualsiasi pezzo di ferro o plastica col marchio del chèvron, ma questo non toglie che mi piace pensare al registro (ed al forum) come una casa - o un'ombrello, per ricordare un vecchio disegno pubblicitario Citroen- di tutti.


MarioCX

#11
quote:
Originally posted by velvet


Quanto alla presunta scala di importanza dei vari modelli Citroen è giusto che ognuno abbia una propria "classifica del cuore"



Naturalmente.
Però è vero che esiste un'importanza storica oggettiva al di là, come detto e stradetto, delle proprie preferenze personali.

Detto ciò, credo sia bene (ancora una volta) sgombrare il campo da alcuni equivoci.

Io non sono qui per difendere le mie vetture o i miei interessi.
Dove per "interessi" non intendo quelli economici, ma la tendenza a esaltare questo o quel modello valorizzandolo in modo acritico a scapito degli altri.

Io sono qui per dare una mano a sviluppare un Registro Citroen.
Che come tale (e da statuto d'altronde) deve orientare i propri sforzi verso tutto il patrimonio storico (o vecchio se preferite) della casa.

Cara Serpe che non trovi giusto eccettera eccetera: il problema non sta tanto nella prosa Gianluchiana, certamente sgarbata, ma nel contenuto che è completamente fuori strada.
Non c'è smania di riflettori nè complessi di inferiorità da parte di nessuno.

Tieni conto che ci sono Smisti e Cxisti che considerano le DS catorci rugginosi e inservibili.
Questi signori sbagliano tanto quanto i Diessisti che pensano di essere gli unici templari del tesoro Citroen.

Fermo restando che il semplice socio, che non ha ruolo alcuno all'interno del Registro può permettersi di dire e pensare quallo che vuole.
Magari che la sua è "la Citroen" e tutte le altre "so' gnente".

Ma chi lavora per il registro deve avere un atteggiamento neccessariamente diverso.

Roald

quote:
Originally posted by velvet
.....ma questo non toglie che mi piace pensare al registro (ed al forum) come una casa - o un'ombrello, per ricordare un vecchio disegno pubblicitario Citroen- di tutti.



Concordo, considero il RIASC come il rappresentante della casa madre, il referente per ogni Citroën non più prodotta, il mentore dell'eventuale ricerca del rispetto dell'originalità.
A mio avviso é logico che i singoli club e associazioni differiscano dai propositi del Riasc, un club XM nasce dalla volontà di appassionati di questo modello di ritrovarsi fra loro e alimentare la propria passione fuggendo le critiche quotidiane emesse sui propri oggetti di passione emessi dal popolino.
Se un club non accetta le 2CV ma solo le DS i duecavallisti non ci andranno e si creerà la relativa immagine del raduno. Credo sia giusto che ce ne sia per tutti, nel rispetto delle scelte altrui.
Purtroppo la parola rispetto é in via di disparizione, se il singolo club puo' fare a modo suo, il Riasc deve chiaramente fare del rispetto il suo portaparola.
Parere personale.

serpiko

quote:
Originally posted by MarioCX

(...)
Cara Serpe che non trovi giusto eccettera eccetera: il problema non sta tanto nella prosa Gianluchiana, certamente sgarbata (...)
(...)



Sgarbata? Non così certamente. Anzi, nello specifico, proprio per niente.
Mi sembra che ogni occasione sia buona per scivolare nei conflitti interpersonali: possiamo lasciarli fuori dalla porta? E' noto che Gianluca non ti stia molto simpatico ma sbandierarlo proprio in un topic di conciliazione non mi sembra il massimo...
Lo dico col massimo rispetto, eh? Per te, per lui e per il topic.

Torniamo al discorso.
Marietto, io invece trovo che i complessi d'inferiorità ci siano eccome. Forse (anzi, sicuramente) non da parte tua ma io li vedo con costanza lancinante. Così come ci sono i menefreghismi, forse meno appariscenti per loro intrinseca natura ma non certo meno disgreganti.
L'atteggiamento del singolo è tollerabile? Sì, se il singolo si astiene dal prendere una posizione ufficiale all'interno delle organizzazioni. Altrimenti finisce per influenzare la posizione delle organizzazioni nei confronti del Riasc, e il risultato finisce a boomerang su di esso, sui soci, sulle decisioni ecc ecc.
Il tutto senza mai dimenticare che si tratta di un enorme gioco, eh? Un gioco in cui se non ci si diverte non si va avanti, quindi da rendere il più leggero possibile.

[:hello]

P.S.
Settimana scorsa ho comprato Grace.
Il retro di copertina era interamente occupato da un annuncio del registro Peugeot, che si pubblicizzava dichiarando come la prima auto che abbia circolato in Italia fosse proprio una leonessa, a Vicenza. Il registro Peugeot ha potenzialità decisamente inferiori a quello Citroen, lo si vede osservando le reazioni della gente di fronte alle nostre auto e di fronte alle loro. Eppure è arrivato a cotanto, e non soltanto dall'ultimo retro di Grace.
Sarò troppo ottimista ma nel prossimo futuro vedo spazio per arrivare anche noi a quei risultati. Soprattutto se i problemi verranno affrontati sempre con la schiettezza e la cortesia dell'ultima assemblea di club cui ho partecipato.

velvet

#14
Il registro Peugeot è un'operazione di marketing partita già da qualche anno, fortemente voluta dalla casa madre e ben sovvenzionata economicamente.

Ricordo perfettamente alcuni "speciali" su Ruoteclassiche per sponsorizzare proprio la nascita del registro. Come tale l'iniziativa è annoverabile fra quelle "calate dall'alto", ben lontana dallo spontaneismo che da sempre, nel bene e nel male, ha caratterizzato l'associazionismo Citroen in tutto il mondo, americhe e continenti asiatici compresi.

Dico nel bene o nel male perchè se esiste un registro unico diventa molto più facile prendere decisioni, fare iniziative univoche ecc.
Se ci sono mille club come nel caso Citroen (dove , come in politica, basta che un'ebete che si ritiene "diverso e migliore"  si svegli la mattina col piede sbagliato per fondare il club di quartiere) la cosa diventa molto difficile  e soprattutto foriera di potenziali conflittualità.


Conflittualità che, a mio avviso, almeno il Riasc dovrebbe cercare di tenere fuori (anche nei riferimenti personali, come giustamente sottolinea Serpiko); se i club si vogliono scannare fra di loro, facciano pure.
Ma nel Riasc no, qui si deve lavorare per far andare avanti le cose insieme.

Tutto ciò naturalmente IMHO.

SMF spam blocked by CleanTalk