via Gattamelata - ma chi era?

Aperto da RicDyane, 19 Gennaio 2024, 18:43:32

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RicDyane

Illustri personaggi della Serenissima Repubblica: Il Gattamelata!

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Citazione"Erasmo Stefano da Narni, detto il Gattamelata (Narni, 1370 – Padova, 16 gennaio 1443), è stato un condottiero e capitano di ventura italiano, signore di Valmareno.
Fu al servizio prima della Repubblica di Firenze, poi dello Stato Pontificio ed infine della Repubblica di Venezia, da cui ottenne la carica di Capitano Generale. Abile stratega militare, difese la Serenissima dagli attacchi dei Visconti e riuscì a conquistare la città di Verona.
Probabilmente il suo famoso soprannome deriva dal nome della madre Melania che di cognome faceva Gattelli. Fu a causa delle povere condizioni della famiglia che il giovane Erasmo decise di abbracciare la vita militare ed iniziò dapprima militando sotto il nobile Ceccolo Broglia di Assisi e poi con l'amico Brandolino Conte Brandolini, nobile di Forlì, al servizio di Braccio da Montone, famosissimo condottiero italiano del '400.
Secondo un suo biografo, Giovanni Eroli, ad Erasmo venne attribuito il nomignolo di Gattamelata (contrariamente all'ipotesi che derivasse dal nome materno) per la "dolcezza dè suoi modi congiunta a grande furberia, di cui giovossi molto in guerra a uccellare e corre in agguato i mal cauti nemici e pel suo parlare accorto e mite dolce e soave". Sussistono altre ipotesi in tal senso tuttora oggetto di ricerche e studi.
Formatosi alla scuola di Braccio da Montone e di Niccolò Piccinino, militò al servizio della Repubblica di Firenze, dello Stato Pontificio (1427-1434), e infine della Repubblica di Venezia, a cui rimase sempre fedele. Per questo, la Serenissima Repubblica volle riconoscere a lui e al suo compagno Brandolino Conte Brandolini la signoria di Valmareno, con sede nel "Castello di Costa" di Cison (1436). L'anno successivo, però, intervenne un accordo tra i due, in base al quale Brandolino si ritirava dalle imprese militari ed il Gattamelata rinunciava alla sua parte della signoria di Valmareno.
Durante la sua intensa carriera di uomo d'armi, partecipò a numerose ed importanti azioni quali la repressione della rivolta di Bologna condotta contro il papa da Battista Canedolo, emissario di Filippo Maria Visconti, e la grande campagna nella Lombardia orientale e nel Veneto, ancora contro il Piccinino (1437-1439). In questa campagna, subentrato nel comando generale delle forze veneziane a Gianfrancesco Gonzaga, il Gattamelata attuò un'abile tattica soprattutto difensiva, che si concluse con la riconquista di Verona (1439), in cui fu aiutato da Francesco Sforza.
L'anno dopo il condottiero si ritirò a Padova, dove morì il 16 gennaio 1443. La Repubblica di Venezia lo onorò con l'iscrizione al libro d'oro del patriziato. Particolari le caratteristiche del suo stemma che nel corso della sua lunga carriera di ventura assumono quattro fogge diverse, anche se sempre impostate su due motivi, tre cappi (che potrebbero essere tre trecce di crini di cavallo o corregge di cuoio) e una gatta.
Nell'immagine il maestoso monumento equestre al Gattamelata, una statua equestre in bronzo realizzata da Donatello su commissione della vedova Giacoma della Leonessa, ed attualmente a Padova nei pressi della Basilica del Santo. Celebre anche la frase "Narnia me genuit / Gattamelata fui", la quale si può leggere incisa in una lapide che si trova presso la casa del Gattamelata a Narni.

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