Foto presentazione CX e curiose.

Aperto da Raffaele, 06 Febbraio 2011, 09:28:41

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Raffaele

Citazione di: Raffaele il 12 Luglio 2011, 12:57:09
Citazione di: Raffaele il 20 Maggio 2011, 18:43:25
Citazione di: Raffaele il 18 Marzo 2011, 17:45:10
Citazione di: Martini il 04 Marzo 2011, 17:58:00
Citazione di: Raffaele il 04 Marzo 2011, 12:19:54
...questa è fantastica...




[wowlove] [wowlove] [:clap] [:clap] [wowlove] [wowlove]

E' la succursale Citroën olandese, costruita così ai tempi di André ed ancora al suo posto: http://www.citroendealer.nl/CWH/nl-NL/Dealers/153-Amsterdam

quella postata da Maurizio...



ed eccola in una brochure dell'epoca...



[:clap] [:clap] [:clap]


...ed eccola in un'altra foto dell'epoca...



    fantastico


...iappapù...altra immagine...





...la serie continua...


Raffaele

...bellissime dalla ex Jugoslandia...







...fantastico lo "spaccato" anteriore dx...





...no DI.RA.VI.... [A:spa] [A:spa] [A:spa]




Raffaele

...sempre dalla stessa latitudine...




















Martini

Le foto dove si legge la scritta "CIMOS" si riferiscono quasi certamente al salone dell'auto di Belgrado, CIMOS (che fino al 1973 si chiamava TOMOS, CIMOS viene appunto da CItroën+toMOS) era la joint-venture franco-yugoslava per la costruzione e distribuzione delle automobili Citroën nella federazione del maresciallo Tito.
Durante la guerra, nello stabilimento che sorge nell'attuale Slovenia, è successo quanto di più terribile possiate immaginare. Una pagina tristissima della storia europea.

velvet

#484
Citazione di: Martini il 19 Luglio 2011, 19:24:02
Le foto dove si legge la scritta "CIMOS" si riferiscono quasi certamente al salone dell'auto di Belgrado, CIMOS (che fino al 1973 si chiamava TOMOS, CIMOS viene appunto da CItroën+toMOS) era la joint-venture franco-yugoslava per la costruzione e distribuzione delle automobili Citroën nella federazione del maresciallo Tito.
Durante la guerra, nello stabilimento che sorge nell'attuale Slovenia, è successo quanto di più terribile possiate immaginare. Una pagina tristissima della storia europea.

Una precisazione: Tomos, acronimo di TOvarna MOtornih koles Sežana, cioè "società motocicli Sežana" è la più longeva fabbrica di motocicli ed affini dell'area ex-yugoslava ma è comunque un'azienda nata negli anni '50. Lo stabilimento durante la IIa guerra non esisteva proprio, quindi non so cosa possa essere successo in un edificio che non esisteva.

Se invece il riferimento fosse alla guerra dei balcani, che io sappia lì non è successo nulla di nulla, non è arrivato neanche un petardino piccolo piccolo... La Slovenia si è infatti staccata "quasi" pacificamente dal resto della federazione dopo qualche breve scaramuccia militare ai confini con l'attuale Croazia che ha sì causato vittime, ma fortunatamente nell'ordine delle poche unità.

Ma torniamo alla Tomos e alla Cimos: la prima azienda come abbiamo detto esiste dagli anni '50, e fu individuata dal governo di Tito come il partner ideale per far entrare nel mercato interno alcune aziende "occidentali" (virgolette d'obbligo) attraverso una partnership. Oltre a Citroen vi fu anche una collaborazione con Renault.

L'attuale sede di Citroen-Slovenia è, non troppo casualmente, situata a Koper nell'area di pertinenza ex- Cimos e a poche centinaia di metri dalla storica fabbrica Tomos, la quale non ha mai chiuso i battenti (e non si è mai trasformata in Cimos, le due entità restarono sempre separate anche dopo la trasformazione da Citroen-Tomos a Cimos) ed ha sempre continuato a sfornare motocilci, motori fuoribordo ed affini anche durante la partnership con Citroen.

Frutto più caratteristico di questa partnership furono le GS "bifaro" assemblate in loco, così come 2CV, Ami, Dyane, Acadyane (o meglio, "Dak") e un limitato quantitativo di ID/DS.

I motorini Tomos, specie i modelli più "classici", trovano molti estimatori per la loro innata robustezza e per le prestazioni brillanti (l'azienda ha avuto anche un notevole passato sportivo nelle piccole classi di cilindrata).



(notare l'adesivo "Super 1,3" che identificava le GS Cimos assemblate a Capodistria con motore GSA nei primi anni '80)





http://www.tomos.si/

E infine, questa è per Mario (che le troverà magroline, come al solito) ;D


Martini

Velvo mi sa che non hai mai sentito parlare dello stabilimento Tomos di Tuzla.
Sorge (o forse sorgeva) accanto a quello di una fabbrica di batterie che oggi è della Varta.
Se fai un po' di ricerche su Srebrenica, troverai informazioni al riguardo.

Roberta Biagiarelli e Francesco Niccolini (l'autore di Paolini che ha scritto anche la Soirée DéeSse e Passepartout) hanno realizzato un bel documentario intitolato Souvenir Srebrenica: una cosa che ciascuno dovrebbe guardare in una lunga serata invernale.

MarioCX

#486
Citazione di: Martini il 19 Luglio 2011, 23:37:34
Velvo mi sa che non hai mai sentito parlare dello stabilimento Tomos di Tuzla.
Sorge (o forse sorgeva) accanto a quello di una fabbrica di batterie che oggi è della Varta.
Se fai un po' di ricerche su Srebrenica, troverai informazioni al riguardo.

Trivia.
Magda Goebbels, consorte del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, in prime nozze sposò Günther Quandt, uno dei massimi industriali del Terzo Reich, padrone della fabbrica di batterie&affini Varta dal quale ebbe un figlio, Harald, che nel dopoguerra prese le redini dell'azienda paterna fino alla morte avvenuta nel 1967. Precipitò nel basso Piemonte con il suo aereo privato.
E' stato recentemente svelato, ma era prassi in tutte le fabbriche tedesche (e non) durante la guerra, il regime di schiavitù vigente all'epoca nelle fabbriche Varta.

Velvo.
Certe immagini di denutrizione mi disturbano.
Ti prego di evitare di postarle.

velvet

#487
Citazione di: Martini il 19 Luglio 2011, 23:37:34
Velvo mi sa che non hai mai sentito parlare dello stabilimento Tomos di Tuzla.
Sorge (o forse sorgeva) accanto a quello di una fabbrica di batterie che oggi è della Varta.
Se fai un po' di ricerche su Srebrenica, troverai informazioni al riguardo.

Roberta Biagiarelli e Francesco Niccolini (l'autore di Paolini che ha scritto anche la Soirée DéeSse e Passepartout) hanno realizzato un bel documentario intitolato Souvenir Srebrenica: una cosa che ciascuno dovrebbe guardare in una lunga serata invernale.

Conosco molto bene le tristi vicende di quegli anni vuoi per vicinanza geografica e per i frequenti viaggi fin dall'adolescenza, vuoi per un'antica simpatia che tutt'ora mi lega ai territori balcanici e quindi anche ex-yugoslavi. Inoltre durante quel periodo io ero di stanza a Trieste, e le vicende arrivavano "di prima mano" attraverso profughi e studenti che riuscivano a varcare il confine.

Ma caro Maurizione, se mi parli di Cimos e Tomos scrivendo "Durante la guerra, nello stabilimento che sorge nell'attuale Slovenia, è successo quanto di più terribile possiate immaginare." è palese che tu non ti stia riferendo alla Bosnia-Herzegovina bensì alla Slovenia.... Anche perchè lo scrivi tu stesso...   [A:spa]


Quindi precisiamo bene:

Nello stabilimento che tutt'ora sorge in Slovenia, a Koper, non è successo come ho già detto nulla di nulla.

Altre doverose precisazioni:

La fabbrica di batterie a Potocari dove ebbe luogo parte dell'orrendo massacro (non dimentichiamolo, avallato dal contingente UN Olandese che assistette inerte) non mi par di ricordare fosse Tomos, era già chiusa durante l'occupazione serba quando servì come base per il contingente olandese ed oggi non ha nulla a che fare con la Varta in quanto il rudere è giustamente lasciato com'era alla fine della guerra cioè abbandonato e chiuso a perenne monito per i posteri. In una piccola porzione dello stabile è stato allestito un memoriale.

Sarebbe quanto meno singolare pensare che un luogo dove hanno perso la vita almeno 2000 innocenti oggi fosse allegramente produttivo. Sarebbe come gestire oggi una fabbrica nel campo di Auschwitz.






Raffaele

Citazione di: Martini il 19 Luglio 2011, 19:24:02
Le foto dove si legge la scritta "CIMOS" si riferiscono quasi certamente al salone dell'auto di Belgrado, CIMOS (che fino al 1973 si chiamava TOMOS, CIMOS viene appunto da CItroën+toMOS) era la joint-venture franco-yugoslava per la costruzione e distribuzione delle automobili Citroën nella federazione del maresciallo Tito.



...ecco perchè non riuscivo a tradurre questa parola  [:grrr] [:grrr] [:grrr]

...grande Maurizio, muito obrigado  [suu]

Martini

Sulla Slovenia hai ragione: ho fatto confusione tra i due stabilimenti, sovrapponendoli.
Però quanto è successo a Srebrenica mi pare proprio che sia accaduto anche nella fabbrica Tomos (che oggi è chiusa) mentre la fabbrica di batterie credo abbia ripreso l'attività.

Come dicevo, sono ricordi che risalgono al documentario che ho visto nel 2006, una sera di queste me lo riguardo (cosa che è bene fare ogni tanto) e ti dico con più precisione.

Raffaele

Citazione di: Martini il 19 Luglio 2011, 19:24:02
Le foto dove si legge la scritta "CIMOS" si riferiscono quasi certamente al salone dell'auto di Belgrado, CIMOS (che fino


...questa è del 1966 salone dell'auto a Belgrado



velvet

Citazione di: Martini il 20 Luglio 2011, 12:07:04
Sulla Slovenia hai ragione: ho fatto confusione tra i due stabilimenti, sovrapponendoli.
Però quanto è successo a Srebrenica mi pare proprio che sia accaduto anche nella fabbrica Tomos (che oggi è chiusa) mentre la fabbrica di batterie credo abbia ripreso l'attività.

Come dicevo, sono ricordi che risalgono al documentario che ho visto nel 2006, una sera di queste me lo riguardo (cosa che è bene fare ogni tanto) e ti dico con più precisione.

In quell'area c'erano alcune fabbriche di accumulatori: la "Fabrika Akumulatora AD Srebrenica" a Potocari dove avvenne l'eccidio, tutt'ora chiusa e di cui ho già scritto, la Tesla dd Brcko ed una terza più grande che ora non mi viene in mente, tutt'ora in attività.

Sul fatto che lo stabilimento a Potocari fosse di proprietà Tomos non ho alcun ricordo ne' ho trovato alcuna documentazione.

nightluca

Velvo ma sai tutto!!!!! [:clap]
CX 25 GTI TURBO 1985
CX 2000 SUPER 1976

nightluca

CX 25 GTI TURBO 1985
CX 2000 SUPER 1976

velvet

#494
Citazione di: nightluca il 20 Luglio 2011, 12:47:19
Velvo ma sai tutto!!!!! [:clap]

No, tutto no per carità...  ;D

Ma come ho già scritto su certi argomenti sono piuttosto sensibile...

torniamo a Belgrado:


Il salone di Belgrado era un tempo molto importante per le case automobilistiche europee, in quanto la Jugoslavia da paese non-allineato (cioè pur essendo stato inizialmente un paese del blocco sovietico si era poi staccato dall'influenza diretta di Mosca per aprire una propria strada al socialismo) dialogava +/- liberamente con l'Europa e con il mondo ma al contempo aveva anche rapporti con i paesi del socialismo reale.

Tutto ciò consentiva alle industrie di utilizzare la vetrina jugoslava per far conoscere i propri prodotti anche oltrecortina.

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