TRACTION AVANT

Aperto da cbaker, 28 Luglio 2008, 19:48:05

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MarioCX

Citazione di: Andrea il 09 Settembre 2008, 17:47:42
Citazione di: velvet il 09 Settembre 2008, 16:17:10
Ricordo abbastanza bene la lettura della prima prova che 4R fece alla 2CV, e di sicuro questa non aiutò le vendite della nostra deuche. Già si era in epoca di protezionismi e di lavaggio del cervello-Fiat, c'erano le tasse di importazione che rendevano l'utilitaria assai poco conveniente rispetto alle nostrane 500 e 600 (lo stesso succedeva al maggiolino fino agli anni '60, stravenduto in tutto il mondo tranne che da noi...) ed in più la stampa elogiava lo straordinario confort e la sicura tenuta di strada delle tutto-dietro di corso Marconi mentre stigmatizzava la linea superata e le prestazioni fiacche della bicilindrica d'oltralpe.

Altri tempi...

Le premesse non erano tra le migliori, mi pare che l'articolista dicesse - a grandi linee - proviamo questa vettura così cara agli automobilisti d'oltralpe ben sapendo che difficilmente questa brutta auto potrà prendere piede in Italia.


Il giudizio complessivo non fu poi marcatamente negativo e venne sottolineato che con una linea "più nella grazia di Dio" (sic) la 2CV avrebbe avuta qualche possibilità in più..

velvet

#16
No, marcatamente negativo no (d'altronde siamo in piena era Mazzocchi, forse uno dei più grandi giornalisti automobilistici -e non solo- che questo paese abbia avuto, quindi un quid di obiettività c'era sempre) però fra frecciatine ironiche al dondolio, commenti sarcastici sulla linea "sorpassata" (la definizione di "instant classic" era di là da venire) e lo stupore espresso per alcune soluzioni tipicamente Citroen non davano certo all'ingenuo lettore italiano (che sbavava dietro alla seicento) la reale sostanza di quella che è stata indubbiamente una delle 4/5 macchine più geniali del secolo.

L' italico guidatore che stipava la famigliola di 6 persone dentro all'angusto e caldo abitacolo delle tutto-dietro di casa Fiat sorrideva quando,  col motore imballato in terza, sorpassava sotto ai pini assolati dell' Aurelia le dondolanti utilitarie dei turisti francesi, ondeggianti su morbide sospensioni schiacciate dal carico e con un cielo blu al posto della capote.

Ma come ricordano i saggi, "il tempo che verrà" è quasi sempre galantuomo con le cose (e le persone) di valore.  ;)

Andrea

#17
Il giudizio estetico, come dice giustamente velvet in un'era che non contemplava le "instant classic", era forse quello più azzeccato. La 2CV concepita alla fine degli anni '30 dimostrava ampiamente la sua età nel 1956 ma detto questo era diventata così caratteristica ed adatta ai bisogni dell'utenza F - ben più emancipata di quella nostrana - da diventare classica, come il camembert ed il borgogna.

La 2CV esteticamente era antiquata ma geniale, tanto è vero che venne prodotta con successo per altri trent'anni, la Fiat 600 invece era una moderna vettura con molte prerogative ma non certo geniale. Tanto è vero che al momento della presentazione della vetturetta di Alec Issigonis, quattro anni dopo, la 600 dimostrava ben più dei suoi quattro anni rispetto alla Mini.

Concordo in toto con Velvet nel suo giudizio su Gianni Mazzocchi. Vorrei ricordare anche il vice direttore Flaviano Moscarini, l'uomo delle prove su strada, personaggio dalla cultura automobilistica irraggiungibile.



L'uomo con il basco e gli occhiali è l'ing. Flaviano Moscarini



Gianni Mazzocchi su Citroen DS

MarioCX

#18
Citazione di: velvet il 11 Settembre 2008, 11:05:11

L' italico guidatore che stipava la famigliola di 6 persone dentro all'angusto e caldo abitacolo delle tutto-dietro di casa Fiat sorrideva quando,  col motore imballato in terza, sorpassava sotto ai pini assolati dell' Aurelia le dondolanti utilitarie dei turisti francesi, ondeggianti su morbide sospensioni schiacciate dal carico e con un cielo blu al posto della capote.

Ma come ricordano i saggi, "il tempo che verrà" è quasi sempre galantuomo con le cose (e le persone) di valore.  ;)

Bello.
I pini di Roma...lo sai vero cosa mi hai fatto venire in mente?

Dea pagana del sole sul campo centrale
spero in una volè di sguardi per me - io ti spio
Si mi piace guardare, godermi lo stile che hai
e rodermi il cuore di panna al bar
ma nessuno lo sa, no nessuno lo sa - io ti spio
Tesa fino al gemito, fiato reso libero
vita in fuga lungolinea
e sotto la doccia scivolava la bella vacanza
fra i pini di Roma come la schiuma, come l'età
ma nessuno lo sa, no nessuno lo sa - io ti spio
Nessuno sa, nessuno immagina che ci penso ancora
nessuno sa, nessuno immagina che mi manchi ancora
nessuno sa che pensando a te io mi masturbo ancora
la verità, la verità sul tennis nessuno sa, nessuno immagina



Andrea

Ecco quanto scrisse all'epoca, giugno 1956, Giancenzo Madaro su "Quattroruote":

"Attualmente la "2 CV" viene offerta anche in Italia senza limitazioni ed a consegna immediata: tuttavia, e non si può far torto al nostro automobilista, se e per il prezzo elevato (circa 755 mila lire "in strada"), e per il suo aspetto sconcertante, incontra scarsa popolarità". (p. 9)

"Decisamente l'estetica della "2 CV" non può dirsi gradevole, e non sarebbe sincero definirla anche solo accettabile: questa macchina si avvicina nell'aspetto più che alla berlina utilitaria, ad un automezzo militare". (pp. 9-10)

"Un giornalista francese ha avuto il cattivo gusto di ritenerla esteticamente paragonabile alla nostra "600": ora con assoluta franchezza, riteniamo tale accostamento del tutto assurdo". (p. 10)

"(...) Pensiamo che si possa far del razionale senza cadere nel brutto". (p. 10)

La conclusione però era tutt'altro che negativa facendo emergere in primis i pregi della piccola vetturetta d'oltralpe:

"Conclusioni. La "2 CV" rappresenta senza dubbio uno dei più interessanti ed attuali esempi di autovettura europea utilitaria, specialmente per il suo basso costo d'esercizio accompagnato da una comoda e ragionevole abitabilità, offerta a quattro persone e relativo bagaglio. La sua parte meccanica è interamente e soddisfacentemente funzionale. Molto meno entusiastica è la nostra opinione sul corpo vettura; esteticamente negativa: priva di rifiniture. In alcuni punti si presta a critiche sostanziali. Una carrozzeria più in grazia di Dio ed un prezzo sensibilmente inferiore, sarebbero gli argomenti più convincenti per interessare gli italiani alla "2 CV". Allo stato attuale l'interesse può nascere all'estero, ma non in Italia". (p. 15)

G. Madaro, Prove su strada. Citroen "2 CV – 425 cc. AZ, "Quattroruote" n. 5, giugno 1956, pp. 9-17.

Credo che tutto sommato questo giudizio sia corretto in relazione al sentire automobilistico italiano del 1956. La Fiat 600, più moderna, seppur meno comoda e tecnologicamente meno avanzata della 2 CV, era sostanzialmente preferita a questa per la sua estetica moderna, per il prezzo d'acquisto più basso, in un'era pre-MEC, ed ovviamente per la rete di commissionarie ed assistenze che in I solo le case italiane potevano offrire. Vero anche che la 2 CV per la sua spartanità non poteva interessare il nostro automobilista, meglio viaggiare inzuppandosi d'acqua con il proprio scooter sotto un'acquazzone che riparati del semplice tettuccio in tela di una 2 CV. L'esempio da me fatto della Fiat Nuova 500, al riguardo, è assai emblematico.

velvet

Citazione di: MarioCX il 12 Settembre 2008, 08:47:21
Citazione di: velvet il 11 Settembre 2008, 11:05:11

L' italico guidatore che stipava la famigliola di 6 persone dentro all'angusto e caldo abitacolo delle tutto-dietro di casa Fiat sorrideva quando,  col motore imballato in terza, sorpassava sotto ai pini assolati dell' Aurelia le dondolanti utilitarie dei turisti francesi, ondeggianti su morbide sospensioni schiacciate dal carico e con un cielo blu al posto della capote.

Ma come ricordano i saggi, "il tempo che verrà" è quasi sempre galantuomo con le cose (e le persone) di valore.  ;)

Bello.
I pini di Roma...lo sai vero cosa mi hai fatto venire in mente?

Dea pagana del sole sul campo centrale
spero in una volè di sguardi per me - io ti spio
Si mi piace guardare, godermi lo stile che hai
e rodermi il cuore di panna al bar
ma nessuno lo sa, no nessuno lo sa - io ti spio
Tesa fino al gemito, fiato reso libero
vita in fuga lungolinea
e sotto la doccia scivolava la bella vacanza
fra i pini di Roma come la schiuma, come l'età
ma nessuno lo sa, no nessuno lo sa - io ti spio
Nessuno sa, nessuno immagina che ci penso ancora
nessuno sa, nessuno immagina che mi manchi ancora
nessuno sa che pensando a te io mi masturbo ancora
la verità, la verità sul tennis nessuno sa, nessuno immagina




Che GRAN copertina....  :D

MarioCX

Citazione di: velvet il 12 Settembre 2008, 09:18:44
Che GRAN copertina....  :D
Mi piacerebbe dire "che gran disco", ma non è un gran disco.
La title track però è un capolavoro.

"...Dea pagana del sole sul campo centrale
spero in una volè di sguardi per me..."

cbaker

Sono cresciuto in Francia nell'Alta Loira (département 43) alla fine degli anni '50-inizio '60. Il villaggio della mia infanzia, Le Chambon-sur-Lignon, si trova a 1000m d'altitudine, e nevicava spesso da ottobre a maggio! In quell'altopiano, i venti soffiavano per bene e creavano piccoli muri di neve sulle strada (les congères, non so la parola in Italiano). Be', vi posso assicurare che i discorsi sull'estetica o la grazia della 2CV avrebbero fatto ridere: era l'unica macchina a passare tranquillamente in mezzo a tutta quella neve! Anche le amate Traction si arrendevano, per non parlare delle Simca Arianne, Ford Vedette, Panhard Dyna, Renault Frégate o 4CV...

Invece, la longevità della Traction in Francia (23 anni in produzione) penso sia una cosa molto transalpina: la ripresa dopo la guerra era nel segno dell'austerità, non delle scommesse industriali. Poi la famiglia Michelin era nota per essere abbastanza conservatrice (infatti, avevano subito accantonato l'idea della "22" nel 1935, quando acquistarono la Citroën). Tutto questo cambierà con l'arrivo della DS, che anche in Italia, immagino, ha avuto l'effetto di un UFO sbarcato sulla terra...! Dalle tante DS/ID con targhe originali italiane presente all'ICCCR, deduco che abbia avuto un discreto successo commerciale in Italia.

In Francia, negli anni cinquanta, la Traction era ancora la macchina della media-alta borghesia: medici, notai, imprenditori, nobiltà di campagna. In Italia, l'equivalente era forse la Lancia o l'Alfa 1900? Poi la Traction 15, era LA macchina della nomenclatura: si sa quanto il Général De Gaulle prediligeva la "reine de la route"... Ma dopo l'arrivo della DS nel 1955, già c'era chi comprava gli ultimi modelli di Traction proprio per metterli da parte, essendo così evidente che ormai quella macchina faceva parte di un passatto che non sarebbe più tornato.

Tranne che per tre giorni ad Agosto scorso, sulla pista di Vallelunga... :)


Andrea

Terminata la guerra le case automobilistiche ripresero gradualmente la produzione - alcune non la ripresero proprio più - delle vetture anteguerra, era naturale ed inevitabile, e così fu anche in Italia. Entro i primi anni '50 però queste auto erano state quasi tutte sostituite dai nuovi modelli. Una delle rare eccezioni fu proprio la Traction Avant, le sue prerogative gli permisero di rimanese in produzione - seppur antiquata nella linea - fino alla fine degli anni '50.

velvet

Ci fu almeno un'altra eccezione fra le sopravvissute alla guerra:



Qui una berlina del '50 ed un cabrio del '51




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