Autore Topic: C5X - sospensioni attive?  (Letto 1416 volte)

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Offline Antodeuche89

Oltre dieci anni fa ossia, in particolare, nel 2008 con la presentazione della C5 II in doppia opzione quanto alle sospensioni (con o senza idrattive) e nel 2009 con l'avvento della sciagurata operazione DS (già Distinctive Spirit) iniziai a pensare che erano iniziate le manovre finali per scarnificare Citroën del ruolo che, con alterne fortune, aveva rivestito nel secondo dopoguerra, in ossequio (parziale) al famoso piano Pons del 1946 e ricollocare la casa del Double Chevron in un ruolo commerciale d'accesso, ciò che è stato ribadito lo scorso gennaio nell'anteprima del piano industriale di Stellantis.

Ciò premesso per collocare la mia linea di pensiero (critica da anni sul destino assegnato al nostro costruttore preferito dal gruppo cui appartiene), questa nuova C5 X non mi procura sicuramente più sconcerto di quanto accadde ai tempi (2015) della conferma ufficiale, da parte di Linda Jackson, del programmato (sciagurato) abbandono delle sospensioni idropneumatiche, concretatosi poi a giugno 2017 con la fine della produzione della C5 II nello stabilimento di Rennes-la-Janais.

Si tratta di una berlina di segmento D di dimensioni generose, ovviamente priva della caratteristica tecnica distintiva perduta nel 2017 ma - almeno ai miei occhi - abbastanza fresca nella declinazione stilistica, nell'aria dei tempi ma non citazionista dei dettami altrui, né autoreferenziale (i quali costituivano i limiti stilistici più evidenti, rispettivamente, della C5 II del 2008 e della C6 del 2005) e, per quanto concerne il confronto con la produzione attuale, più fluida e gradevole rispetto alla recente C4 III (che ritengo indigeribile, addirittura volgare).

Insomma: si tratta di una Citroën degli anni Venti del ventunesimo secolo che ritengo interessante e della quale potrei anche valutare l'acquisto in un futuro, ma non senza la piena consapevolezza che, al di là dello stile, la sostanza tecnica resta banale e la realizzazione generale improntata all'economia, come mette in evidenza la piattaforma su cui è realizzata (la EMP2 condivisa con auto di segmento inferiore), da cui vengono ereditate misure di interasse portate al loro massimo (ma non sufficienti ad evitare il disgraziato sbalzo posteriore) ed il ridicolo retrotreno a ponte torcente.

La fabbricazione cinese è un dettaglio che Oltralpe non è stata certo ritenuto dettaglio di poco conto (avendo anzi scatenato polemiche, trattandosi la C5 X del nuovo flagship del Double Chevron), mentre a chi ha apprezzato le cromie e i dettagli di allestimento delle Citroën medio-grandi del passato non possono non lasciare perplessi il nuancier ridotto a sei colori in croce e la limitatissima possibilità di personalizzazione delle finiture interne, nel contesto di un abitacolo dominato dalle tonalità invadenti e persino tristi del grigio scuro e del nero.

Così sono fatte le Citroën di oggi: le auto della penuria, condannate dal gruppo cui appartiene il marchio ad un ruolo da outsider che rende di per sé improponibile ogni confronto con la produzione passata, e la cui narrazione pubblicitaria da parte del marketing infastidisce gli appassionati ed i conoscitori per il contenuto mistificatorio ed i tentativi - pretenziosi e ruffiani - con cui si pretenderebbe di indorare la pillola della decrescita mercé improbabili strizzate d'occhio alle indimenticate linee che furono.

Mantengo valida come speranza per una redenzione futura il motto che accompagna la mia firma ormai da molti anni: meno DS Automobiles, più Citroën!
Nel frattempo diamo il benvenuto anche a questa C5 X, malinconica ed incolpevole interpretazione della depressione dei tempi moderni.




Trovo che la tua analisi sia impeccabile, d'altronde l'attuale e ovviamente voluto posizionamento di Citroën non lascia spazio a malintesi.


2Cv 6 Charleston bigrigia 84
2Cv 6 transat 83
2Cv 6 Charleston bigrigia 85
Visa II Club blanc meije 82
ID 19B gris cyclone 66
CX 2400 GTi gris perle 83
XM injection IV livello gris perlé 90
Xantia Activa Turbo CT gris quartz 95
Xsara Picasso HDi rouge lucifer 00
C6 HDi Exclusive noir obsidien 07
  

Offline RicDyane

ma non citazionista dei dettami altrui
ci sarebbe da ridere



  

Offline MarioCX

Magari avessero la pulizia certo anonima ma comunque impeccabile delle Audi.
La nuova C4 sembra disegnata da uno col Parkinson.
Durante le convulsioni.
Non discutere mai con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.
  

Offline paw999

Magari avessero la pulizia certo anonima ma comunque impeccabile delle Audi.
La nuova C4 sembra disegnata da uno col Parkinson.
Durante le convulsioni.


 [:allops]
Le Citroen non sono automobili qualsiasi: esse hanno un cuore, anche se di metallo; e il loro sangue, anche se verde, le contraddistingue da qualsiasi altra cosa al mondo circoli sulle strade.   PAW.
  

Offline simonone

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Sui contenuti tecnici si è abbondantemente discusso, e non posso che trovarmi d'accordo.

D'altronde purtroppo Citroen si adegua a una tendenza che è iniziata negli anni 80, quando marchi un tempo premium hanno abbandonato le proprie peculiarità tecniche, sperando di capitalizzare il proprio marchio, offrendo contenuti da utilitaria. Mi viene subito in mente Alfa, che ha abbandonato la trazione posteriore per vendere delle fiat rimarchiate, per poi trovarsi ad essere un altro brand generalista nel portafoglio nazionale, che i concessionari cercavano di smaltire proponendi delle km zero con sconti imbarazzanti.
O da BMWista di lunga data, ho vissuto con orrore il lancio della nuova serie 1, dove si è abbandonato la trazione anteriore usando un telaio e un motore da utilitaria, cercando di piazzare una finta BMW a chi cercava un brand prestigioso, ma non sapeva cosa aveva tra le mani. Se mi permettete una digressione in merito, una delle numerosissime gaffe della comunicazione di BMW è stata proprio una delle pubblicità della serie 1 in cui si decantavano le lodi del controllo remoto. Il copy era più o meno: sei in ufficio e la tua ragazza ti manda un messaggio, perchè ti sei dimenticato che c'è il mercato e devi spostare l'auto. Allora le sblocchi l'auto con la tua app, così lei può accenderla e spostartela.
Traduzione: il nostro target è chi sta alle case popolari, parcheggia l'auto in strada e il mercoledì mattina alle 6 deve scendere a spostarla per lasciare il posto al banco del pesce.

Tornando a Citroen, io guardo con interesse al design di Citroen e Peugeot. Secondo me i designer hanno trovato finalmente un linguaggio sensato e che può piacere. Secondo me il punto più buio del design francese è stato tra il 2005 e il 2015 circa, quando i designer hanno iniziato ad aggiungere sghirbizzi su sghiribizzi in maniera incontrollata (penso alla DS5 per esempio)

Riguardo al marchio DS, andrò controcorrente, ma io non lo trovo così abominevole, se si tralascia il fatto che tecnicamente non ha nessuna valenza.
Dal punto di vista di business, si inquadra in una tendenza piuttosto diffusa: BMW l'ha fatto con Mini, Piaggio l'ha fatto con Vespa. Certo, questi casi di successo hanno tutti in comune una cosa: un grosso supporto di comunicazione, e delle specificità tecniche che rendono il marchio storico come una cosa a se stante e capace di vivere di vita propria in seno alla casa madre.
Queste due cose purtroppo mi paiono mancare in DS: l'estetica c'è, ma non vedo perchè dovrei preferire una DS a qualsiasi altro elettrodomestico tedesco. Le sospensioni idrattive potrebbero essere un plus, ma probabilmente risulterebbero diluite nel mercato automobilistico odierno. Ormai le sospensioni ad altezza e smorzamento attivo sono alla portata di qualsiasi auto anche di marchi generalisti; però non posso fare a meno di pensare a cosa potrebbero fare le sospensioni citroen, se la casa avesse continuato a svilupparle negli ultimi 20 anni.

Dal punto di vista del design, invece, trovo i modelli DS gradevoli e autorevoli, e li trovo una valida alternativa ad audi, senz'altro più originale. Se dovessi mai prendere in considerazione un SUV (spero MAI) non avrei nessun dubbio tra una DS e un qualsiasi "Q".
  

Offline RicDyane

che ha abbandonato la trazione posteriore per vendere delle fiat rimarchiate
Scusate l'off topic. L'abbandono della trazione posteriore associata al periodo Fiat è un luogo comune creato dall'avvicendamento della proprietà. Di fatto, 164 era già stata impostata prima dell'acquisizione, con trazione anteriore. E di certo non c'era la volontà di ascrivere Alfa Romeo a marchio generalista.

ad aggiungere sghirbizzi su sghiribizzi in maniera incontrollata
Ah difficile non notare la enorme quantità di sghiribizzi presente sulla nuova C4... Riguardatela, partendo dalla fanaleria posteriore?

Piaggio l'ha fatto con Vespa
Vespa rimane una Piaggio e ne porta l'emblema: non è divenuta una casa di produzione.
« Ultima modifica: 04 Maggio 2021, 08:10:58 da RicDyane »
  

Offline simonone

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Scusate l'off topic. L'abbandono della trazione posteriore associata al periodo Fiat è un luogo comune creato dall'avvicendamento della proprietà. Di fatto, 164 era già stata impostata prima dell'acquisizione, con trazione anteriore. E di certo non c'era la volontà di ascrivere Alfa Romeo a marchio generalista.


sì, in effetti c'erano anche l'alfasud e la arna (?). Non legavo il passaggio alla trazione anteriore al passaggio sotto fiat, ma allo svendere un blasone propinando contenuti tecnici mediocri all'utenza. Poi è un dato di fatto che le alfa siano diventate delle fiat rimarchiate fino alla giulietta.

* mi autocorreggo prima che mi arrivino addosso valanghe di insulti. Non sto dicendo che la 164 non fosse una buona auto, non so dirlo perchè non l'ho mai provata e ci sono salito sopra una volta sola. Però non era a trazione posteriore e di sicuro non era esclusiva, visto che condivideva la piattaforma con croma, thema e saab 9000.
non mi espriimo nemmeno sulle alfa successive, delle nuove generazioni ho provato esclusivamente la 166, e l'ho giudicata malissimo. Però ho sentito moltissime voci deluse di alfisti e della stampa su più o meno tutti i modelli.

« Ultima modifica: 04 Maggio 2021, 09:27:30 da simonone »
  

Offline simonone

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Vespa rimane una Piaggio e ne porta l'emblema: non è divenuta una casa di produzione.

Non conosco l'assetto proprietario preciso, ma di fatto Vespa è un brand separato, tant'è che l'ultima volta che ho guardato un listino su una rivista di motociclismo, mi ha colpito il fatto che Vespa e Piaggio fossero catalogati separatamente come brand distinti. Devo ammettere ho visto questa cosa 2-3 anni fa, magari nel frattempo sono cambiate le cose e Vespa è tornata sotto l'ombrello piaggio?
  

Offline RicDyane



Che ci sia una gamma di prodotti Vespa è un conto, ma non mi risulta sia mai diventata una marca autonoma, alla DS Automobiles.
E' sempre stata una Piaggio.

https://www.vespa.com/it_IT/modelli/sprint/
  

Offline MarioCX

Così come la gamma "500" è sempre marchiata Fiat.
Non discutere mai con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.