Autore Topic: C5X - sospensioni attive?  (Letto 1549 volte)

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Offline RicDyane

A parlarne è Vincent Cobée, Direttore Generale di Citroën
Citazione
C5 X innova con l’introduzione, in anteprima mondiale, delle Sospensioni Attive Citroën Advanced Comfort che esaltano l’impressione di viaggiare su un tappeto volante, una sensazione intimamente legata alla storia di Citroën; un vero invito a viaggiare con il suo spazio interno dallo stile lounge che offre il comfort riconosciuto dei sedili Advanced Comfort e un’abitabilità senza pari, soprattutto in seconda fila. Il bagagliaio, con un volume di 545 L, molto curato, risponde idealmente alle aspettative dei clienti delle Station Wagon. La versione ibrida plug-in, con l’ë-Confort associato alla guida in modalità elettrica nel quotidiano, amplifica ulteriormente la sensazione di serenità a bordo.
https://www.ilgiornaleditalia.it/video/motori/137668/citroen-svela-la-nuova-c5x.html
  

Offline AndreaV6

Tralasciando la grazia di Giuliano Ferrara.....






.... le sospensioni con un minimo di controllo erano necessarie vista la massa delle batterie, provare le PHC classiche per credere.
Odierne
* C5 X7 2.0HDi Executive
* C4 Cactus 1.2 110cv Puretech Shine Edition
* Lotus Elise R

Passate
Xantia Break 2.0i 16v Exclusive
Xantia 1.8i Prestige
Xsara Picasso 2.0HDi  Exclusive
Bx 1.4 TGE Vip
C2 1.6i 16v VTS
  

Offline cristiano

Nonostante il tradizionale giornalismo di basso livello sia già partito con filmati e discutibili richiami al passato, giova ricordare che trattasi di auto con comuni sospensioni a molle e con gli ammortizzatori idraulici a smorzamento progressivo già visti su alcuni recenti modelli e a controllo elettronico sulle ibride, cose normali. Niente tappeto volante assicurato da sospensioni idropneumatiche o idrattive autolivellanti con schemi raffinati, quell'epoca è finita nel 2017 con la C5 III. Questa e' solo l'ennesimo clone della solita Peugeot 508 e non crediamo alle solite minchiate diffuse dai soliti cialtroni.
« Ultima modifica: 12 Aprile 2021, 18:33:07 da cristiano »
DLuxe febbraio 1972
CX GTI Turbo serie2 marzo 1986
XM 16VSX luglio 1998
  

Offline rouge





.... le sospensioni con un minimo di controllo erano necessarie vista la massa delle batterie, provare le PHC classiche per credere.



quando ho visto la prima e la terza piccola foto, per un momento ho pensato che avessero rinnovato la C5 II (con le sospensioni GIUSTE)

rigirate il coltello nella piaga, bastardi  ;D :p
C6 3.0 V6 biturbo HDi Exclusive nafta
C5 3.0 V6 benzina 24v - berlina prima serie (Ph1)
Xantia Activa 2.0 Turbo Ct Benzina ph1 '95
Ex Bx 19 4x4 berlina , '89
Ex Citroen Axel 1.1 , '84 (made by Oltcit-Citroen, Romania)
Ex Citroen Ami8 Break
Ex Dyane
  

Offline fmiglius

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E' una vettura che sarà prodotta in Cina e principalmente per il mercato cinese. E' evidente che anche il gusto e la tecnica dovranno adeguarsi a quel mercato.
Citroen CX25 GTi TURBO - 2°serie M25/662 - 01/1986
  

Offline MarioCX

Sarà prodotta in Cina per ovvie ragioni di costi, ma è orientata anche al mercato europeo.
Non c'è molto da dire e forse non dovremmo più parlare, su questo che è un forum di Citroen classiche, di un marchio che non ha più nessun legame con i tratti caratteristici di quelle auto del passato che ci hanno appassionato.
Chi pensava a chiari richiami al prototipo CX (non ricordo il completamento del nome) di qualche anno fa non può che essere rimasto deluso.
Un mix dimenticabile di sw, suv e monovolume come c'è ne sono mille in giro soprattutto offerti dalla produzione orientale.
Citroen, quella Citroen, non esiste più.
Inutile perder tempo a commentare ogni simil-kia come se si dovesse trattare di qualcosa di diverso.
Il marchio negli ultimi 10 anni è stato completamente distrutto.
Facciamocene una ragione.
Certo, forse avrei preferito una dignitosa estinzione che non ciò che è accaduto, na non è andata così.
Non avremo più un'altra C6, ne un'altra C5 Y7, comunque bella berlina Idro.
Non discutere mai con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.
  

Offline paw999

E non posso che quotare in toto l'intervento di Mario. Il marchio a cui noi tutti siamo legati non esiste più, o meglio non ha più nulla a che vedere con quello che vorremmo. Un colosso come Stellantis che detiene la proprietà di una buona parte degli storici marchi europei (oltre che uno statunitense) ha ovviamente l'interesse ad uniformare quanto più possibile le linee di produzione e le piattaforme sulle quali vengono assemblate le vetture. Diversificare e produrre vetture con le peculiari caratteristiche di uno dei marchi di sua proprietà gli consentirebbe, forse, di raggiungere qualche nicchia di mercato, ma non sarebbe probabilmente una felice operazione sotto il profilo economico, in pratica non gli converrebbe. Molto meglio, secondo me, rivolgere l'attenzione alle nostre passioni, a prenderci cura delle vetture storiche che sono (o dovrebbero essere) l'argomento principe di questo Forum e lasciar perdere crociate donchisciottesche contro insensibili (e inarrestabili) mulini a vento...  [:wave]
Le Citroen non sono automobili qualsiasi: esse hanno un cuore, anche se di metallo; e il loro sangue, anche se verde, le contraddistingue da qualsiasi altra cosa al mondo circoli sulle strade.   PAW.
  

Offline RicDyane

Tralasciando lo stile della vettura in questione e le peculiarità, che ovviamente rispondono al mercato odierno, la cosa che poteva interessare questi lidi era il ritorno in Citroen della sospensione attiva.
Se è vero che c'è stata una soluzione di continuità nella storia di Citroen, è anche vero che pure questi anni ne fanno parte: il ritorno ad un sistema di sospensione attiva, sarebbe a mio avviso, ovviamente con il beneficio d'inventario, un "evento" storico.

Per altro, seppure in salsa cinese, anche il ritorno nel segmento D, seppur con un crossover, è un evento: si tratta, come è noto, di un segmento in picchiata libera, quindi non era affatto scontato.

Infine, c'è il ritorno della X nel nome, nonché una grafica del LOGOTIPO del modello che tende a rendere poco leggibile il 5 e quindi si legge CX.

Sono tutti elementi che, seppur timidamente, fanno riferimento alla storia del marchio. Storia che pareva del tutto dimenticata.
L'avvento di Stellantis, potrebbe cambiare qualcosa anche in Citroen.
  

Offline MarioCX

Tralasciando lo stile della vettura in questione e le peculiarità, che ovviamente rispondono al mercato odierno...

Il mercato odierno lo si può sfidare e sollecitare come Citroen ha fatto in passato.
Come mi è capitato di affermare diverse volte, nessuno si aspettava la DS nel 1955, il mercato odierno (di allora) sulla carta "non era pronto".
E' il coraggio che sfida la consuetudine del "si è sempre fatto così".
E molto spesso il coraggio viene premiato e da luogo ad una svolta indimenticabile e seminale.

Sono tutti elementi che, seppur timidamente, fanno riferimento alla storia del marchio. Storia che pareva del tutto dimenticata.
L'avvento di Stellantis, potrebbe cambiare qualcosa anche in Citroen.

Questa in effetti è l'unica timida speranza.
I vertici di Stallantis si sono pronunciati per una diversificazione dei marchi (con recupero di Lancia), questo modello C5X è ancora un vecchio progetto sviluppato in periodi antecedenti alla fusione che ha dato origine alla nuova holding.
Vedremo.
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Offline RicDyane

Il mercato odierno lo si può sfidare e sollecitare come Citroen ha fatto in passato.
Su DS, c'è da dire che il prodotto era decisamente avveniristico e di rottura, ma il segmento era quello di riferimento e in completa espansione.
Qui si dovrebbero inserire in un segmento morente (calo di vendite continuo e costante), e comunque debbono sottostare a normative molto più precise in termini di sicurezza, che producono quella moltitudine di autoblindo che girano sulle strade odierne.
Vedremo.
Vedremo, esatto... ma qualche elemento interessante c'è.
  

Offline fmiglius

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Gente rendetevi conto che il futuro sta nell'elettrificazione di vetture che nulla hanno in comune, se non le sole 4 ruote, con le vecchie carrette che guidiamo noi.
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Offline paw999

Voglio vedere quando circoleranno milioni di vetture elettriche in Italia se non si pensa ad adeguare la rete di distribuzione ma anche l'adeguato approvvigionamento. Per ora, quando in estate accendiamo qualche condizionatore in più, siamo già in crisi....
Le Citroen non sono automobili qualsiasi: esse hanno un cuore, anche se di metallo; e il loro sangue, anche se verde, le contraddistingue da qualsiasi altra cosa al mondo circoli sulle strade.   PAW.
  

Offline RicDyane

Gente rendetevi conto che il futuro sta nell'elettrificazione di vetture che nulla hanno in comune, se non le sole 4 ruote, con le vecchie carrette che guidiamo noi.



Mah, forse è la farsa potrebbe scemare...
  

Offline fmiglius

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Voglio vedere quando circoleranno milioni di vetture elettriche in Italia se non si pensa ad adeguare la rete di distribuzione ma anche l'adeguato approvvigionamento. Per ora, quando in estate accendiamo qualche condizionatore in più, siamo già in crisi....

I miei informatori in FCA mi confermano che qualche giorno fa è stata approvata la pre-produzione in Sevel del furgone Talento (declinato anche a marca Peugeot, Citroen, Opel) totalmente elettrico ed alimentato a pila a combustibile a idrogeno ma anche con batterie collegabili alla rete domestica. Commercializzazione prevista per il 2022. Mi hanno fatto vedere un filmato dell'architettura, delle prove e dell'assemblaggio a dimostrazione che non è propaganda ma un grande salto avanti dell'industria automobilistica nazionale. Purtroppo questo filmato è disponibile solo sulla intranet aziendale. Almeno io non l'ho trovato in rete, ma forse è ancora un po' presto.
ciao
Fla
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Offline LHM

Oltre dieci anni fa ossia, in particolare, nel 2008 con la presentazione della C5 II in doppia opzione quanto alle sospensioni (con o senza idrattive) e nel 2009 con l'avvento della sciagurata operazione DS (già Distinctive Spirit) iniziai a pensare che erano iniziate le manovre finali per scarnificare Citroën del ruolo che, con alterne fortune, aveva rivestito nel secondo dopoguerra, in ossequio (parziale) al famoso piano Pons del 1946 e ricollocare la casa del Double Chevron in un ruolo commerciale d'accesso, ciò che è stato ribadito lo scorso gennaio nell'anteprima del piano industriale di Stellantis.

Ciò premesso per collocare la mia linea di pensiero (critica da anni sul destino assegnato al nostro costruttore preferito dal gruppo cui appartiene), questa nuova C5 X non mi procura sicuramente più sconcerto di quanto accadde ai tempi (2015) della conferma ufficiale, da parte di Linda Jackson, del programmato (sciagurato) abbandono delle sospensioni idropneumatiche, concretatosi poi a giugno 2017 con la fine della produzione della C5 II nello stabilimento di Rennes-la-Janais.

Si tratta di una berlina di segmento D di dimensioni generose, ovviamente priva della caratteristica tecnica distintiva perduta nel 2017 ma - almeno ai miei occhi - abbastanza fresca nella declinazione stilistica, nell'aria dei tempi ma non citazionista dei dettami altrui, né autoreferenziale (i quali costituivano i limiti stilistici più evidenti, rispettivamente, della C5 II del 2008 e della C6 del 2005) e, per quanto concerne il confronto con la produzione attuale, più fluida e gradevole rispetto alla recente C4 III (che ritengo indigeribile, addirittura volgare).

Insomma: si tratta di una Citroën degli anni Venti del ventunesimo secolo che ritengo interessante e della quale potrei anche valutare l'acquisto in un futuro, ma non senza la piena consapevolezza che, al di là dello stile, la sostanza tecnica resta banale e la realizzazione generale improntata all'economia, come mette in evidenza la piattaforma su cui è realizzata (la EMP2 condivisa con auto di segmento inferiore), da cui vengono ereditate misure di interasse portate al loro massimo (ma non sufficienti ad evitare il disgraziato sbalzo posteriore) ed il ridicolo retrotreno a ponte torcente.

La fabbricazione cinese è un dettaglio che Oltralpe non è stata certo ritenuto dettaglio di poco conto (avendo anzi scatenato polemiche, trattandosi la C5 X del nuovo flagship del Double Chevron), mentre a chi ha apprezzato le cromie e i dettagli di allestimento delle Citroën medio-grandi del passato non possono non lasciare perplessi il nuancier ridotto a sei colori in croce e la limitatissima possibilità di personalizzazione delle finiture interne, nel contesto di un abitacolo dominato dalle tonalità invadenti e persino tristi del grigio scuro e del nero.

Così sono fatte le Citroën di oggi: le auto della penuria, condannate dal gruppo cui appartiene il marchio ad un ruolo da outsider che rende di per sé improponibile ogni confronto con la produzione passata, e la cui narrazione pubblicitaria da parte del marketing infastidisce gli appassionati ed i conoscitori per il contenuto mistificatorio ed i tentativi - pretenziosi e ruffiani - con cui si pretenderebbe di indorare la pillola della decrescita mercé improbabili strizzate d'occhio alle indimenticate linee che furono.

Mantengo valida come speranza per una redenzione futura il motto che accompagna la mia firma ormai da molti anni: meno DS Automobiles, più Citroën!
Nel frattempo diamo il benvenuto anche a questa C5 X, malinconica ed incolpevole interpretazione della depressione dei tempi moderni.
Meno DS Automobiles, più Citroën!
 
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