Autore Topic: 2Cv FARO TONDO E QUADRO  (Letto 22390 volte)

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Offline nightluca

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Esperti della mitica 2Cv qual è la differenza tra la faro tondo, e quello quadro? Veniva proposta direttamente dalla casa madre? Sono originali tutti e due? [:hello]
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Offline giok5000

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si, appartengono a periodi diversi. non ricordo a memoria le date precise, ma credo che il faro quadro sia della 400 fine anni 70...
telai marci - gruppo 2cv e derivate della west coast ligure
da zero a cento? in giornata....
  

Andrèbx

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Vado a memoria...
Mi pare che il faro quadro sia arrivato con l'AM75 e il faro tondo sia rimasto nelle varie Special, Spot, Charleston... Può essere?
  

Offline Antodeuche89

Dall'AM75 vennero introdotti i fari quadri e la mascherina in plastica. In seguito a delle lamentele da parte dei fans Citroen, vennero reintrodotti quelli rotondi comunque affiancati dai quadri.
da allora a seconda dell'allestimento la 2Cv poteva avere i fari rotondi o quadri.
Tutte le 2Cv 4 del mercato italiano avevano i fari quadri, le altre (Spécial e in seguito le versioni speciali Charleston, transat, Dolly etc) rotondi. Nel resto d'Europa e del mondo invece la situazione era diversa, esistevano anche altri allestimenti come ad esempio la 2Cv Club, la versione "haut de gamme" della 2Cv (in poche parole una Charleston mono colore con fari quadri), la 2Cv CT per il mercato spagnolo (spécial con fari quadri) etc...
 [:wave]
2Cv 6 Charleston bigrigia 84
2Cv 6 transat 83
2Cv 6 Charleston bigrigia 85
Visa II Club blanc meije 82
ID 19B gris cyclone 66
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XM injection IV livello gris perlé 90
Xantia Activa Turbo CT gris quartz 95
Xsara Picasso HDi rouge lucifer 00
C6 HDi Exclusive noir obsidien 07
  

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Esperti della mitica 2Cv qual è la differenza tra la faro tondo, e quello quadro? Veniva proposta direttamente dalla casa madre? Sono originali tutti e due? [:hello]

Diciamo che la "faro quadro" fù un tentativo di modernizzazione della 2CV attuato, come giustamente scritto sopra, con l'AM'75 (quindi estate 1974).
Oltre ai fari rettangolari esteticamente comparve la mascherina in plastica con bordo cromato e un paraurti posteriore più grosso.
Ricevettero anche qualche miglioramento nella dotazione, comprendente ad esempio il tettuccio finalmente apribile dall'interno, dei pannelli porta più coprenti, un posacenere, una plafoniera, una copertura per i bagagli e poco altro.
Il cruscotto era quello a mezzaluna tipo Ami, con indicatore di carica della batteria, che ospitava nuovi interruttori squadrati.
I sedili poi erano meglio rivestiti e con tessuto di qualità migliore.
Le plastiche di plancia e parte superiore dei pannelli erano di color marrone.
La gamma colori fù quasi completamente rivista, furono adottati colori squillanti come il verde bamboo e l'arancio tenerè, naturalmente con la particolarità del tettuccio in tinta.
Il motore rimaneva lo stesso 435 cm3 della vecchia versione, ma poco dopo (AM'76) le fù affiancata la versione 602 cm3, identica in tutto e per tutto salvo che per il volante monorazza in gomma morbida in luogo del due razze in bachelite della "4" e per i sedili anteriori (finalmente) a scorrimento separato.

Contestualmente fù rimessa in commercio una nuova versione coi fari tondi: era la Special, solo con motore 435 cm3 e con allestimento spartano fino all'inverosimile: disponibile unicamente in giallo, con tetto nero apribile dall'esterno, era priva pure del terzo finestrino laterale, dei paracolpi in gomma dei paraurti e di tutte le cromature, all'interno cruscotto piccolo e sedili più poveri rivestiti in skai nero traforato.

Nel 1977 ripresero le importazioni in Italia della sola 2CV4 "faro quadro" mentre la "6" non venne importata per non intralciare il successo della Dyane 6, che nel Belpaese viveva in quegli anni un vero e proprio exploit.

La gamma arriva con pochi cambiamenti fino al 1979, quando scompare l'inadeguato motore di 435 cm3 e il 602 diventa l'unico disponibile sulla 2CV Special (che riprendeva lo stesso allestimento spartano ma adottava finalmente la terza luce laterale e una gamma colori decente) e sulla faro quadro, che con l'AM'81 assume la denominazione commerciale di CLUB (identica alla precedente 2CV6 ma con tessuti sgargianti a strisce longitudinali simili a quelli della Dyane e fascione adesivo nero sottoporta al posto della cromatura).
Questa versione comunque non venne mai ufficilamente importata in Italia.

Nel 1981 comparve la serie limitata Charleston, che in pratica riprendeva l'allestimento della 6 Club (quindi volante monorazza, cruscotto tipo Ami, sedili anteriori separati, tetto apribile dall'interno) arricchendolo con coppe copriruota cromate tipo Dyane e raffinato tessuto pied-de-poule.
I fari, cosa molto importante, tornavano ad essere tondi.

Nel 1982 la Charleston, visto il successo, divenne versione di serie regolarmente a listino, e quello stesso anno la gamma ricevette finalmente i freni anteriori a disco.
La Special arrivò fino alla fine, nel 1990, col suo tetto apribile dall'esterno, i sedili a panca rivestiti di sky, il cruscotto piccolo inserito nel pannello di metallo, e così la Charleston, che con la costruzione in grande serie aveva adottato un raffinato tessuto grigio trapuntato per i sedili e le calotte dei fari anteriori cromate.

La Club proseguì anch'essa la sua carriera ma la sua produzione si fermò prima, nel 1987.
Non venne comunque mai importata in Italia se non parallelamente.

Alla fine di questa insopportabile tiritera, insomma, ecco spiegato perchè le poche "faro quadro" circolanti in Italia dall'origine sono nate tutte con motore 435 cm3.  [antisfig]
------------------------------------------------ANTONIO - 2CV6 Charleston 1985-------------------------------------------------------------------------------------------------------"Amore e odio sono i sentimenti che distinguono l'uomo dal tostapane"-----------------------------------------------
  

Offline Antodeuche89

Faccio la suocera!  [A:D]


"...Il motore rimaneva lo stesso 435 cm3 della vecchia versione, ma poco dopo (AM'76) le fù affiancata la versione 602 cm3..."

La 2Cv col 602cc "nuovo" era già disponibile dall'AM70.

 [:prosit]
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Un pò di foto, sennò il mondo è triste.
Dai depliants originali:

La prima 2CV4 faro quadro (estate 1974):



Disponibile anche con motore 602:



Gli interni della "6":



La spartanissima 2CV4 Special che ripropose i fari tondi:



Con l'AM '80 la 4 Special diventa 6 Special e ricompare la terza luce laterale:



E mantiene l'allestimento spartano col cruscotto "vecchio stile":



Mentre la faro quadro diventa "6 Club"



Gli interni della vecchia faro quadro ma con tessuti sgargianti:




 [cheers]

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Faccio la suocera!  [A:D]


"...Il motore rimaneva lo stesso 435 cm3 della vecchia versione, ma poco dopo (AM'76) le fù affiancata la versione 602 cm3..."

La 2Cv col 602cc "nuovo" era già disponibile dall'AM70.

 [:prosit]

Si, ho confuso i depliant e conseguentemente scritto una stronzata, ok?  ;D
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Offline Antodeuche89

Un pò di foto, sennò il mondo è triste.
Dai depliants originali:

La prima 2CV4 faro quadro (estate 1974):


Io per questa farei carte false.   [wowlove]
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Offline Antodeuche89

Faccio la suocera!  [A:D]


"...Il motore rimaneva lo stesso 435 cm3 della vecchia versione, ma poco dopo (AM'76) le fù affiancata la versione 602 cm3..."

La 2Cv col 602cc "nuovo" era già disponibile dall'AM70.

 [:prosit]

Si, ho confuso i depliant e conseguentemente scritto una stronzata, ok?  ;D
Ti perdono se mi molli una 2Cv come quella.  ;D  [culo]
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Rinuncerei anche al perdono divino, per una 2CV6 faro quadro.  8)
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Offline Bernardo

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La mia ha seplicemente faro "tondo con parabola annerita"! Haha!  ;D
Meno male che ne ho un altro di ricambio da parte...
  

Offline nightluca

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Non vi dico come mi avete fatto felice  :D grazie a tutti per queste chicche. Mo ci prendo gusto e vi faccio un'altra domanda: ma la faro quadro in sostanza era un pò più rifinita del faro tondo? [:wave]
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Andrèbx

  • Visitatore
Non era una versione speciale, quella con faro quadro fu un semplice tentativo di aggiornamento della 2cv, allo scopo di allinearsi alla moda degli ultimi seventies (che poi durò fino agli anni 90) che voleva linee più squadrate.

Diciamo che il faro quadro è da vedersi nel quadro di un più profondo restyling già spiegato da total qui




Oltre ai fari rettangolari esteticamente comparve la mascherina in plastica con bordo cromato e un paraurti posteriore più grosso.
Ricevettero anche qualche miglioramento nella dotazione, comprendente ad esempio il tettuccio finalmente apribile dall'interno, dei pannelli porta più coprenti, un posacenere, una plafoniera, una copertura per i bagagli e poco altro.
Il cruscotto era quello a mezzaluna tipo Ami, con indicatore di carica della batteria, che ospitava nuovi interruttori squadrati.
I sedili poi erano meglio rivestiti e con tessuto di qualità migliore.
Le plastiche di plancia e parte superiore dei pannelli erano di color marrone.
La gamma colori fù quasi completamente rivista, furono adottati colori squillanti come il verde bamboo e l'arancio tenerè, naturalmente con la particolarità del tettuccio in tinta.
Il motore rimaneva lo stesso 435 cm3 della vecchia versione, ma poco dopo (AM'76) le fù affiancata la versione 602 cm3, identica in tutto e per tutto salvo che per il volante monorazza in gomma morbida in luogo del due razze in bachelite della "4" e per i sedili anteriori (finalmente) a scorrimento separato.

Contestualmente fù rimessa in commercio una nuova versione coi fari tondi: era la Special, solo con motore 435 cm3 e con allestimento spartano fino all'inverosimile: disponibile unicamente in giallo, con tetto nero apribile dall'esterno, era priva pure del terzo finestrino laterale, dei paracolpi in gomma dei paraurti e di tutte le cromature, all'interno cruscotto piccolo e sedili più poveri rivestiti in skai nero traforato.

Nel 1977 ripresero le importazioni in Italia della sola 2CV4 "faro quadro" mentre la "6" non venne importata per non intralciare il successo della Dyane 6, che nel Belpaese viveva in quegli anni un vero e proprio exploit.

La gamma arriva con pochi cambiamenti fino al 1979, quando scompare l'inadeguato motore di 435 cm3 e il 602 diventa l'unico disponibile sulla 2CV Special (che riprendeva lo stesso allestimento spartano ma adottava finalmente la terza luce laterale e una gamma colori decente) e sulla faro quadro, che con l'AM'81 assume la denominazione commerciale di CLUB (identica alla precedente 2CV6 ma con tessuti sgargianti a strisce longitudinali simili a quelli della Dyane e fascione adesivo nero sottoporta al posto della cromatura).
Questa versione comunque non venne mai ufficilamente importata in Italia.

Nel 1981 comparve la serie limitata Charleston, che in pratica riprendeva l'allestimento della 6 Club (quindi volante monorazza, cruscotto tipo Ami, sedili anteriori separati, tetto apribile dall'interno) arricchendolo con coppe copriruota cromate tipo Dyane e raffinato tessuto pied-de-poule.
I fari, cosa molto importante, tornavano ad essere tondi.

Nel 1982 la Charleston, visto il successo, divenne versione di serie regolarmente a listino, e quello stesso anno la gamma ricevette finalmente i freni anteriori a disco.
La Special arrivò fino alla fine, nel 1990, col suo tetto apribile dall'esterno, i sedili a panca rivestiti di sky, il cruscotto piccolo inserito nel pannello di metallo, e così la Charleston, che con la costruzione in grande serie aveva adottato un raffinato tessuto grigio trapuntato per i sedili e le calotte dei fari anteriori cromate.

La Club proseguì anch'essa la sua carriera ma la sua produzione si fermò prima, nel 1987.
Non venne comunque mai importata in Italia se non parallelamente.

Alla fine di questa insopportabile tiritera, insomma, ecco spiegato perchè le poche "faro quadro" circolanti in Italia dall'origine sono nate tutte con motore 435 cm3.  [antisfig]

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